Zaia riscopre la “Galaniana” Holding autostradale e tenta l’aggancio tra CAV e FVG per la A4

La terza corsia sulla A4 va avanti mentre Delrio garantisce per Autovie la concessione fino al 2038 pur con i dubbi sul percorso da intraprendere e sugli interessi di altre società come Abertis

A oltre dieci anni di distanza Luca Zaia riscopre la “holding autostradale del Nord Est”, ovvero un vecchio cavallo di battaglia di Giancarlo Galan che nei primi anni Duemila ipotizzava, attraverso l’allora costituzione della Conferazione Autostradale del Nord, una fusione proprio delle società concessionarie delle autostrade di Veneto, Friuli Venezia e Giulia e Trentino Alto Adige per quella che sarebbe dovuta diventare, secondo l’ex-governatore, una forza in grado di contrastare concorrenti come Autostrade per l’Italia e Gavio, anche in previsione delle varie scadenze delle concessioni.

Un’idea che forse per quei tempi pareva essere “troppo avanti”, tant’è che, al di là di qualche sporadico incontro, non sortì poi alcun effetto, se non la successiva nascita, conseguente alla realizzazione del Passante di Mestre, della Cav (Concessioni Autostradali Venete), con capitale equamente diviso tra regione Veneto e Anas, alla quale venne aggiunta successivamente la gestione dei tratti autostradali in capo alla Venezia – Padova, la cui concessione ebbe termine nel novembre 2009. Ora per Luca Zaia ci sarebbero invece le condizioni che “una holding autostradale del Nord Est possa prendere quota”, come ha avuto modo di affermare mercoledì scorso in occasione della posa della posa della prima pietra del terzo lotto della terza corsia sulla A4, quello compreso tra la località di Alvisopoli, nel comune di Fossalta di Portogruaro, e Gonars, in Friuli Venezia Giulia.

Traffico intenso sulla A4 Venezia-Trieste, oggi, sabato 9 agosto 2014. Foto Ufficio Stampa Autovie Venete

Zaia ha ricordato non a caso la “bella esperienza costituita dalla Cav ” (peraltro già amministrata dal suo fidatissimo Tiziano Bembo, ora vicepresidente di Autovie Venete, con attualmente al vertice la leghista ex-tosiana Luisa Serato), ha ribadito la volontà del Veneto di andare avanti su questo percorso, ricordando che la giunta ha già deliberato l’acquisizione di quote in Autovie Venete fino a circa 3,5 milioni (si tratta delle azioni attualmente possedute dal Comune di Venezia e dalla Città Metropolitana), formalizzando nello stesso tempo la volontà di finanziare il capitale della nuova società autostradale che andrebbe a gestire la rete attualmente in capo ad Autovie Venete con un impegno economico fino a 50 milioni di denaro.

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E il problema vero sta proprio qua: cosa succederà alla scadenza della concessione di Autovie Venete – società in cui il Veneto ha soltanto poco meno del 5% del pacchetto azionario – fissata per il 31 marzo 2017 ? Di fatto non dovrebbe accadere nulla di particolare almeno per due anni, ovvero fino al 2019, dato che non essendo pronto alcun tipo di bando, che in caso di gara avrebbe dovuto essere stato preparato entro la fine del 2015, Autovie Venete dovrebbe mantenere la gestione con una sorta di “proroga condizionata”, analogamente per quanto avvenuto già, ad esempio, per Autobrennero.

Chiaro però che una soluzione andrà comunque trovata e a questo punto le soluzioni per sperare di bypassare la gara europea e avere la concessione richiesta fino al 2035 sono due: o rendere totalmente pubblica l’attuale società (liquidando quindi il 20% circa detenuto dai privati che potrebbe oscillare tra i 180 e i 250 milioni di euro, anche se una stima reale pare che ancora non sia stata fatta) oppure costituirne una di nuova, fermo restando che ci sarebbe comunque il problema della ricapitalizzazione, alla quale verrebbero trasferite le attuali maestranze oltre che le reti in concessione, dopo aver messo comunque in liquidazione la SpA esistente riconoscendo ai soci il valore delle loro azioni detenute. Le due ipotesi, d’altro canto, sono quelle che il governo ha inserito nell’accordo definito all’inizio di quest’anno con la regione Fvg al fine di evitare che la concessione vada in gara come previsto attualmente dalle normative UE, sempre ammesso ovviamente che non ci siano ostacoli in tal senso proprio in sede europea, stante la delicatezza della questione e a fronte di possibili “spinte esterne” che inevitabilmente potrebbero esserci, se è vero come è vero che sulla rete di Autovie Venete ci sarebbe il forte interesse degli spagnoli della Abertis che già hanno recentemente acquisito il controllo della Brescia – Padova.

Maurizio Bait - AUTOVIE A4 TERZA CORSIA SERRACCHIANI DELRIO ZAIA CASTAGNA

Per Zaia, comunque, l’ipotesi della “newco”, che sembra essere a questo punto quella tecnicamente più fattibile, potrebbe stare in piedi proprio anche con il coinvolgimento della Cav (da ciò, si spiegherebbe, il ricordato ingresso nel Cda di Autovie Venete di Bembo, così da poter avere un maggiore controllo sull’operazione essendo, oltre che dirigente del gruppo regionale della Lega, uomo di fiducia di Zaia) e, di conseguenza, dell’Anas, sulla quale peraltro sta facendo pressioni da tempo anche Debora Serracchiani affinchè possa decidere proprio un suoi coinvolgimento in Autovie Venete o, nel caso, nella nuova futura società. A dare garanzie sul futuro riguardante la gestione della A4 ci ha pensato il ministro Graziano Delrio, presente alla cerimonia della prima pietra, il quale, senza mezzi termini, ha affermato che “la concessione è assicurata fino al 2038 al soggetto interamente pubblico che erediterà la posizione di Autovie Venete. Un atto che significa agire puntando sull’affidabilità degli azionisti – ha aggiunto – e che si può configurare come un patto tra lo Stato e le Regioni, Friuli Venezia Giulia e Veneto.”.

Una certezza assoluta quella del ministro sulla quale, a dire il vero, più di qualcuno nutre qualche dubbio, proprio per le complessità di carattere economico che ci sono alla base sia dell’una che dell’altra ipotesi, tenendo peraltro conto che nel 2018 in Friuli Venezia Giulia si andrà a votare per il rinnovo del consiglio regionale – probabilmente in coincidenza con le politiche qualora l’attuale legislatura non dovesse interrompersi prima – e quindi, considerato che per allora ben difficilmente si sarà arrivati ad una definizione, è evidente che i successivi passaggi saranno inevitabilmente legati a quello che sarà il futuro scenario in Fvg, attualmente tutt’altro che roseo e rassicurante per la maggioranza di centrosinistra che guida la regione.
Venendo al tratto del terzo lotto della A4, il presidente e Ad di Autovie Venete Maurizio Castagna Castagna ha ricostruito la complessa genesi che ha portato alla posa della prima pietra, rispetto a un’aggiudicazione dell’opera che risaliva al 2010. “Il terzo lotto era il tassello di una riprogrammazione complessiva di tutti i chilometri della terza corsia – ha spiegato – proprio perché vogliamo assicurare dopo l’inizio dei lavori di questo lotto la continuità sia per quanto riguarda il primo stralcio del quarto lotto e, se avremo i finanziamenti del piano Juncker, come io mi auguro e come ci è stata assicurato, anche il primo stralcio del secondo lotto. Potremo così – ha concluso – completare entro il 2020-2021 tutto il tratto che va Portogruaro a Palmanova che, come ho sempre sostenuto, è quello più critico”.

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Sulla tempistica della realizzazione del terzo lotto, Marco De Eccher, del consorzio Tiliaventum (società di scopo composta da Rizzani De Eccher e l’emiliana Pizzarotti), ha assicurato che “l’intervento ci vede impegnati e motivati alla contrazione del tempo per il quale ci siamo organizzati e attrezzati. I 1400 giorni previsti non li vogliamo utilizzare – ha ribadito l’imprenditore -, li vogliamo significativamente comprimere”. traffico-autostrada-2
Resta da capire quale sarà la sorte del quarto lotto Gonars – Villesse, la cui gara è stata fatta ancora nel 2009 con l’aggiudicazione, ancora non definitiva e non contrattualizzata, ad un raggruppamento guidato dall Cmb di Carpi, per la quale Autovie Venete ha previsto la divisione in tre stralci e aveva già ottenuto dal Governo un finanziamento di 30 milioni da utilizzarsi entro la fine del 2014, quanto meno per il primo stralcio, ma nulla è ancora avvenuto, al di là delle continue rassicurazioni al riguardo che il via ai lavori sarebbe avvenuto al più tardi entro quest’anno.

Lucio Leonardelli

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