ZTL: Stop alle multe

Come far ricorso

Le zone a traffico limitato, indicano le aree in cui l’accesso è consentito solo ad alcune categorie di veicoli, quali i veicoli dei residenti,

i veicoli per il carico e lo scarico delle merci, i veicoli di soccorso, ecc..

E’ questo un primo provvedimento di controllo del traffico che limita l’accesso in queste aree sostanzialmente ai soli residenti, tenendo all’esterno il resto del traffico.

E’ un provvedimento spesso applicato nei centri storici delle città, per limitare appunto il numero dei veicoli in circolazione e rendere tali aree più accessibili ai pedoni che camminano in sicurezza, per il ridotto numero di veicoli circolanti.

In questi giorni sono stati notificati innumerevoli verbali di accertamento di violazione del codice della strada elevati sul corso Garibaldi e rilevati con le telecamere posizionate su detta arteria stradale.

Tali multe stradali, secondo l’Avv. Saverio Cuoco, non contestate immediatamente perchè rilevate attraverso l’ausilio di apposito sistema di rilevazione denominato K53300/00, al pari delle multe elevate con il sistema photored, i cui motivi di contestazione furono denunciati per la prima volta dall’Unione Nazionale Consumatori e confermati dalla totalità dei Giudici di Pace, sono da considerarsi del tutto illegittime, e l’ufficio legale dell’associazione sta procedendo in questi giorni a contestare i verbali elevati dal Comando della Polizia Municipale.

I motivi di illegittimità come sostenuto dall’Avv. Domenica Cuzzola del “centro di orientamento giuridico del consumatore” organismo dell’Unione Nazionale Consumatori che fornisce assistenza, documentazione, consulenza e informazione ai consumatori, sono da imputarsi principalmente nella violazione del DPR. 250 del 1999, che con una serie di norme, regolamenta l’impiego dei dispositivi di rilevamento, dettando analitiche disposizioni per le modalità di esercizio dell’impianto, per l’omologazione e l’approvazione dei prototipi.

Ne consegue che il mancato rispetto, anche di una sola di tali prescrizioni, rende illegittimo i dati utilizzati dall’apparecchiatura ai fini della contestazione dell’infrazione.

Se poi, infine, nessuna informazione preventiva è stata data ai cittadini attraverso una adeguata campagna pubblicitaria, circa l’inizio dell’attivazione delle telecamere, allo scopo di avvertire gli automobilisti dell’imminente rischio di multe, dove per le prime settimane di sperimentazione delle aree video sorvegliate, si è scelto di non contravvenzionare gli automobilisti, informandoli dell’avvenuta infrazione che, se ripetuta avrebbe comportato l’emissione della multa. In tale caso il ricorso al Giudice di Pace è più che ammissibile, se comprovato.

Avv. Domenica Cuzzola

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