Anticoagulanti e uso di inibitori della pompa protonica influenzano il rischio di sanguinamento

Rubrica a cura del Dott. Lucio Zanetti

Secondo uno studio retrospettivo pubblicato su JAMA, apixaban avrebbe il vantaggio di causare il più basso rischio di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore tra gli anticoagulanti orali, e tale rischio potrebbe essere addirittura ulteriormente ridotto con la somministrazione contemporanea di inibitori della pompa protonica.

«Da alcuni studi precedenti è emerso che la scelta degli anticoagulanti e la terapia con inibitori della pompa protonica potessero influenzare il rischio di sanguinamento dell’apparato gastrointestinale superiore, complicazione frequente e potenzialmente grave del trattamento anticoagulante orale» afferma Wayne Ray, della Vanderbilt University School of Medicine di Nashville (Stati Uniti), primo autore dello studio.

«Per capire meglio la questione abbiamo voluto confrontare l’incidenza di ricovero ospedaliero per sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore nei pazienti che usano un solo tipo di anticoagulante orale, con o senza terapia contemporanea con inibitori della pompa protonica, e determinare la variazione in base al rischio di sanguinamento gastrointestinale sottostante» aggiunge. Esaminando i dati su un database relativo a Medicare, i ricercatori hanno identificato 1,6 milioni di persone che hanno iniziato il trattamento anticoagulante orale in un periodo di cinque anni. L’analisi dei dati ha mostrato che i pazienti che hanno ricevuto una prescrizione per apixaban hanno avuto il minor rischio di ricovero in ospedale per sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore (73 per 10.000 anni-persona).

Il rischio saliva invece con l’assunzione di warfarin (113 per 10.000 anni-persona), dabigatran (120 per 10.000 anni-persona) e rivaroxaban (144 per 10.000 anni-persona). Il rischio di sanguinamento è stato inferiore per tutti gli anticoagulanti quando veniva prescritto anche un inibitore della pompa protonica, e in particolare la riduzione risultava notevole nei pazienti che assumevano dabigatran. La prescrizione di un inibitore della pompa protonica ha conferito anche la massima riduzione del rischio tra i pazienti con più alto punteggio di rischio di sanguinamento gastrointestinale. «I nostri risultati possono essere utili per una migliore valutazione dei rischi e dei benefici quando è necessario scegliere un farmaco anticoagulante» concludono gli autori.

Lucio Zanetti