Dolcificanti non zuccherini, effetti benefici non confermati

Non ci sono prove consistenti che indichino l’esistenza di benefici importanti per la salute derivanti dall’uso di edulcoranti non zuccherini, e non è possibile escludere che questi ultimi siano fonte di potenziali danni, secondo quanto suggerisce una revisione della letteratura pubblicata sul British Medical Journal. «Sebbene parecchi edulcoranti non zuccherini siano approvati per l’uso, non sappiamo molto sui loro potenziali benefici e danni quando assunti in quantità accettabili, poiché le prove sono spesso limitate e conflittuali» spiega Ingrid Toews, della Università di Friburgo, in Germania, prima autrice dello studio.

Per comprendere meglio questi potenziali benefici e danni, i ricercatori hanno analizzato 56 studi che hanno confrontato in adulti e bambini sani l’effetto dell’assenza di assunzione o dell’assunzione scarsa di dolcificanti non zuccherini con quello di un consumo maggiore su peso, controllo glicemico, salute orale, cancro, malattie cardiovascolari, malattie renali, umore e comportamento. Nel complesso, i risultati mostrano che, per la maggior parte dei esiti, non sembrano esserci differenze statisticamente o clinicamente rilevanti tra le persone esposte a dolcificanti non zuccherini e quelle non esposte, o tra diverse dosi di dolcificanti.

Tuttavia, gli autori affermano che sono necessari studi a più lungo termine per chiarire se i dolcificanti non zuccherini siano un’alternativa sicura ed efficace allo zucchero. In un editoriale collegato, Vasanti Malik, della Harvard T.H. Chan School of Public Health, concorda sulla necessità di approfondire l’argomento, e, sulla base delle prove esistenti, afferma che l’uso di dolcificanti non zuccherini come sostituto degli zuccheri liberi, in particolare nelle bevande zuccherate, potrebbe essere una strategia utile per ridurre il rischio cardiometabolico tra i forti consumatori di tali bevande, con l’obiettivo finale di passare all’acqua o ad altre bevande salutari.

Lucio Zanetti