"Il farmacista" risponde

Light cannabis: automedicazione

La confusione mediatica e la poca conoscenza della differenza tra cannabis medica e “light” crea il rischio di ricorso all’automedicazione. Sono infatti molti i pazienti che decidono di affidarsi ai prodotti a base di cannabis “light”. Ma questi non appartengono al mondo dell’uso terapeutico.

L’allarme light

Questo l’allarme espresso da Federdolore-SICD è rivolta a quanti soffrono di dolore cronico che decidono di affidarsi autonomamente ai prodotti “light”. Il trattamento medico esiste e funziona, sottolinea una nota dal Congresso Nazionale. Ma solo con dosaggi e prescrizioni fatti solo da medici specialisti e acquistabile in farmacia.

La dichiarazione


«La confusione mediatica si sta rivelando controproducente. Soprattutto per coloro che soffrono di dolore cronico – spiega Giuliano De Carolis, Presidente Federdolore-Sicd. Tra questi potenzialmente ritroviamo anche chi potrebbe decidere di risolvere il problema della sofferenza assumendola light».

La confusione

Il “pasticcio” deriva dallo stesso nome della pianta. In ambito medico, viene trattata, lavorata ed estratta secondo criteri di assoluta sicurezza e sterilità.

Il derivato light

Il derivato medico non è un farmaco ma un fitoterapico con diverse concentrazioni di tetraidrocannabinolo (Thc) che devono essere prescritte solo da un medico specialista».

Il documento

«Questo documento analizza l’uso terapeutico della ‘cannabis medica’ distribuita unicamente dalle farmacie ospedaliere e territoriali autorizzate. Questo documento non prende in considerazione l’uso della cosiddetta ‘cannabis light’che invece si può comprare nei negozi commerciali privati senza nessuna prescrizione».

Conclusioni

«Si tratta di un trattamento che noi definiamo di “secondo livello”, che attiva meccanismi cerebrali che influiscono in maniera positiva sul controllo del dolore. Al paziente viene spiegato e fatto firmare un consenso informato- conclude De Carolis -in cui sono indicate le limitazioni dovute al dosaggio della cannabis medica, come ad esempio la guida dell’auto, sospensione di attività lavorative ad alto rischio o alto livello di concentrazione».

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