"L' assicuratore" risponde

Il cambio della normativa medica

Attualmente

L’attuale normativa in tema di responsabilità medica (Legge 24/2017, a firma Gelli-Bianco) delinea un sempre maggiore interesse dell’ordinamento giuridico alla tutela dei pazienti, cercando allo stesso tempo di consentire  ai medici di esercitare la propria professione nel modo più efficace, ovverosia puntando alla miglior cura del paziente e non alle possibili implicazioni legali delle proprie condotte.

Il passato

In passato, infatti, molti medici, per timore di esser coinvolti in controversie risarcitorie (spesso innescate da mere azioni speculative), praticavano la cosiddetta medicina difensiva. Davano così vita a percorsi terapeutici eccessivamente lunghi e diagnosi oltremodo timorose. In questo senso, l’emanazione della Legge 24/2017, il Legislatore ha dato un segnale di cambiamento. In particolare, l’art.7 della Gelli-Bianco riporta la responsabilità dell’attività svolta dagli esercenti la professione medica in capo alla struttura, pubblica o privata che sia, dovendo questa rispondere a titolo contrattuale (artt. 1218 e 1228 c.c.), per le loro condotte dolose e colpose. Si è quindi portati a ritenere che d’ora in avanti la valutazione di un contratto assicurativo che intervenga in questi casi sia ormai indispensabile, anche se non ancora obbligatorio.

Oggi

Allo stato attuale, l’esercente la professione medica che lavora unicamente all’interno della struttura risponde a titolo extracontrattuale nei casi di dolo o colpa. Oltre ad essere soggetto alla rivalsa della struttura stessa nei casi di colpa grave. Cioè qualora si evidenzi grave imperizia, imprudenza, negligenza o non vengano rispettate le linee guida o i percorsi clinico assistenziali. Pertanto, anche quando la struttura abbia stipulato idonea copertura assicurativa, il medico resterà comunque esposto ad una propria responsabilità per colpa grave. Stante in tal caso il diritto di rivalsa dell’assicuratore/struttura.

La Legge Gelli-Bianco

La Legge Gelli-Bianco ha cambiato i presupposti dell’iniziativa legale, che sempre più spesso sarà rivolta verso le cliniche. Perchè queste ultime erano esposte ad una responsabilità di tipo contrattuale, con conseguenti minori oneri probatori in capo al danneggiato. Inoltre, la configurazione della responsabilità a titolo contrattuale comporta un termine decennale – a differenza del termine di cinque anni relativo alla responsabilità da fatto illecito – per la prescrizione della richiesta di risarcimento da parte del danneggiato.  In tal senso, anche il sanitario dovrà dotarsi di copertura assicurativa efficace per un analogo lasso temporale. Per proteggersi dall’azione di rivalsa esperibile nel caso sopra citato.

La condotta colposa

Un’altra applicazione pratica del termine di prescrizione decennale si avrà in tutti i casi in cui i medici potranno – per lo stesso lasso temporale – essere chiamati a rispondere delle proprie condotte colpose. Anche quando abbiano cessato la propria attività. In questo caso, dunque, si renderà necessaria la stipula di idonea copertura assicurativa “postuma” di durata decennale al momento della cessazione dell’attività.

Il ruolo del Broker

normativa medica

Su queste premesse, può ben comprendersi come oggi sia compito del broker di assicurazioni. Individuare una soluzione assicurativa che possa riscontrare nel miglior modo le richieste previste dalla norma e dalle più recenti sentenze in materia di rischio medico sanitario. Un tema particolarmente complesso e delicato, che richiede ai broker una specifica preparazione nella redazione dei contratti assicurativi. Oltre la capacità di reperire sul mercato le garanzie più idonee.

La novità

Wide Group S.p.A. è una delle principali società di brokeraggio assicurativo del panorama italiano, forte di un approccio al mercato basato su esperienza, innovazione e specializzazione, con solide competenze nel trattamento di particolari rischi, tra cui in particolare il rischio medico sanitario.

Enrico Callegaro – Simone Ghiraldo

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