Le tue vacanze

La Bretagna: segreta & magica

Carissima Annamaria ben trovata, l’ultima volta che ci siamo incrociati ci hai illuminato con l’Alsazia, la tua Agenzia “l’Occitane Voyage” di Bologna è sempre una fucina di scoperte!

Oggi cosa proponi ai lettor del sestante News? “Carissimo Roberto, oggi ho in serbo per voi un avventura, un avventura alla scoperta della Bretagna Segreta e Magica!”

Wooow Segreti e magie sono il tuo pane! Da dove vuoi iniziare? “Ti dirò, per  capire bene questa regione e questa popolazione, devo prenderla alla larga!  Parto con una citazione: Dove la terra finisce e allo sguardo non resta che l’eterno rito dell’onda e delle maree, c’è il suono aspro di una lingua antica per dire “la fine della terra” vale a dire “Pen A r Bed” in bretone! Doveroso quindi dire due parole sui bretoni…che discendono direttamente dai celti giunti in questa regione nel IV secolo a.c. dall’Europa Centrale, le danno un nome appropriato “ARMOR” ossia “Terra del Mare”.  Altre tribù celtiche raggiungeranno questi ultimi insediamenti dall’Inghilterra e ribattezzarono questa regione “Piccola Britagna”.

L’origine si riflette ancora oggi nella cultura della regione, che ha una sua bandiera, simbologie, tradizioni e cultura propria, nonché una lingua, il bretone che insieme al gaelico in Irlanda è il retaggio odierno della lingua dei celti. Le loro tribù erano strettamente legati dalla lingua, alla religione druida; un estremo amore per l’arte e un grande rispetto per la natura e le sue forze. Nel corso dei secoli, hanno ceduto i loro territori ai romani, ai germani, ai sassoni ed inglesi.

Malgrado la loro ricchezza di tradizioni e di estensione geografica è ancora mal conosciuta oggi: poco si trova nei libri di storia; il loro sapere ed eredità culturale erano trasmessi per via orale. “Né templi, né idoli, né testi sacri da distruggere; il vento, la pioggia, il fulmine, la luna, le sorgenti, le pietre, gli alberi indistruttibili. Il culto si può svolgere ovunque, dalla foresta alle lande; esprime le paure e le gioie più naturali dello spirito, le forze interiori e misteriose dell’essere…Tale religione non è facile da sradicare…”

 Ora, ha inizio la nostra grande avventura nei luoghi dove il vento non cancella le fiabe e dove ci attendono i maghi della vacanza…Merlino…Morgana…Il Santo Graal…i Cavalieri della Tavola Rotonda con Re Artù…e la nostra guida druida “Ron Futthark” che ci accompagnerà nell’atmosfera incantata della foresta di Brocéliande; in angoli selvaggi dove alleggiano ancora oggi gli spiriti degli antichi eroi per conoscere i poteri di Mago Merlino; alla ricerca di Excalibur; agli amori eterni di Ginevra e Lancilotto e della fata Viviana!

Da non dimenticare soprattutto di possedere un animo disposto alle fantasie che boschi e pietre sanno evocare; che i segreti vengono svelati soltanto a chi un cuore da bambino che al calar del sole vedrà l’ombra di Morgana o udirà il dolce canto delle fate.

Il nostro itinerario inizia proprio qui e ora! Brocéliande è sicuramente una delle porte per “l’Altro Mondo”, attraverso la quale ogni uomo può accedere al soprannaturale. Foresta di sogno e d’incanto è stata definita, dove grandi macchie di querce, lande deserte, corsi d’acqua e fonti guaritrici si alternano e si intrecciano a storia e leggenda, a sfide cavalleresche e amori  dolcissimi quanto simbolici.

A Broceliande, i nostri sogni trovano lo spazio per esistere e noi con loro.

Troviamo rifugio a Paimpont, al “Relais de Brocéliande” e  siamo nel cuore della foresta per il nostro soggiorno. Il villaggio è costruito intorno all’abazia di Notre-Dame, si racconta che fu fondata verso il 580 da Judicael, re di Domnonée al quale era apparsa la Vergine chiedendo di costruire un santuario e sul luogo fa sorgere una fonte, l’unica acqua nel paese a essere salmastra”.

Cosa ne pensi Annamaria di passare a qualche dettaglio? “Certamente Roberto, e direi d’iniziare con qualche cosa di “famoso”

 

LA  TOMBA DI MERLINO

Terra leggendaria per eccellenza, ricca di tradizioni popolari, culla di numerosi siti, qui sarebbe nato MERLINO dall’incontro di un diavolo con una giovane donna. Conosceva il passato e il futuro, molte lingue che parlava con voce affascinante; vedeva ciò che era nascosto sia nei luoghi sia negli esseri umani e nei loro pensieri; si muoveva a gran velocità; poteva assumere tutte le apparenze; rendersi invisibile e soprattutto era detentore di una grande conoscenza!

Merlino conosce bene il suo destino incontrando la sua amata Viviana alla quale svelerà le 9 frasi dell’incantesimo, il più pericoloso: quello che permette di imprigionare senza muri, catene, corde o sbarre colui che si ama. Cosi Merlino sceglie di addormentarsi sotto un albero e di lasciarsi imprigionare nella foresta di Brocéliande, invisibile ma presente, in comunione con gli alberi, le brume, il sole, le stelle, la luna! Oggi, la sua tomba è diventata un vero luogo di culto.

Chi era Viviana? Una fata. Esseri speciali venuti dall’Altro Mondo. Suo padre, il re Dionas era figlioccio della dea Diana e la bionda Viviana sin dall’infanzia fu votata alla foresta di Brocéliande. Istruita nella conoscenza delle piante, delle stelle e degli animali, all’alba dei suoi 15 anni incontrò Merlino alla fonte di Barenton. Relazione dolcissima e molto intelligente, ma soprattutto due iniziati che parlano e intendono la stessa lingua.

FONTANA DI BARENTON

Fontana meravigliosa dotata di potere magici che ha visto l’incontro tra Merlino e Viviana cosi come numerose prodezze dei cavalieri. Dominio della Dama della Fontana e sorvegliata dal Cavaliere Nero. Intorno a questa fonte si svolge il dramma di un altro cavaliere “Le Chevalier au Lion”.

 

                                                    FONTANA DELLA JOUVENCE

Si trova vicino alla tomba di Merlino. “O fontana della Giovinezza, se in una notte di plenilunio, a piedi scalzi nella fonte ti specchierai, tu per sempre la giovinezza otterrai”. Questa piccola fonte, un tempo usata come fonte battesimale, promette grandi cose…a patti di crederci!! Una volta, il censimento dei bambini nati nell’anno venivano fatti vicino alle fontane. Al solstizio d’estate, il 21 giugno, questi bambini venivano presentati ai grandi sacerdoti affinché venivano lavati e iscritti nel registro. La cerimonia aveva luogo di notte con due grandi fuochi accesi. I bambini che non potevano essere presenti in quell’anno erano presentati l’anno successivo e risultavano nati quell’anno, così facendo si ritrovavano più giovani di un anno.

CASTELLO DI COMPER

A Comper, Merlino edificherà per Viviana un magnifico castello di cristallo con grandi giardini pieni di fiori dove tutti erano felici;  per non essere disturbata dagli occhi umani e per nasconderlo agli sguardi indiscreti gli diede l’apparenza di un grande lago azzurro, illusione molto ben riuscita. Sono rari coloro ai quali Viviana, Dama del Lago, permetteva di percepire anche solo per un istante l’immagine del suo castello. Oggi, è il Centro dell’Immaginario Arturiano.

                                                        LA VALLE SENZA RITORNO

Se percorri i sentieri di questa valle immerso nei tuoi pensieri, camminando ai bordi sull’erba fresca, guardando solo i tuoi piedi, quando risolleverai il tuo sguardo, ti troverai in un luogo sconosciuto e senza colori; l’Altro Mondo, dove vivono le fate, e non a tutti sarà consentito di tornare indietro”. Cosi ammoniva i visitatori un cartello situato all’ingresso della “Valle Senza Ritorno” molti anni fa…che ora non esiste più. Questa valle ispida e selvaggia, ma anche silenziosa e suadente, da sempre la valle delle fate e di Morgana, la sorellastra di Re Artù.  Morgana si sarebbe stabilita in questo luogo per esercitare le arti apprese da Merlino e incontrare i propri amanti. Tradita da uno di questi, ferita nel suo amor proprio, si vendica trasformandolo in pietra e diviene cosi “La Roccia dei Falsi Amanti”, roccia che ancora oggi domina la Valle dall’alto. All’entrata della Valle Senza Ritorno brilla lo “Specchio delle Fate, uno stagno che come uno specchio nasconde al suo interno un altro mondo. La leggenda dice che, alle ore 23.00 nelle notti di piena luna, le fate iniziano a danzare intorno allo stagno e poco a poco, emerge dalle acque il loro magnifico castello..

L’ALBERO D’ORO

Nel settembre 1990 si è verificato un disastroso incendio distruggendo gran parte della vegetazione. In ricordo di questo avvenimento e per sottolineare l’importanza di questa foresta e delle sue leggende, l’artista François Davin ha creato “L’Oro di Brocélainde”. Inaugurato il 10 agosto 1991, questo castagno laminato in oro, attorniato da 5 alberi neri porta un messaggio importante agli uomini di rispettare e salvaguardare la natura che le circonda.

                                                              TRECESSON

Come ogni castello che si rispetta, Trecesson ha la sua Dama Bianca. La leggenda racconta che in una notte di molto tempo fa, un bracconiere nascosto nel parco del castello vide fermarsi una carrozza scura, scesero due uomini vestiti di nero che iniziarono a scavare una fossa profonda. Terminato il lavoro fecero scendere dalla carrozza una giovane vestita da sposa e malgrado il suo pianto, la sotterrarono viva e scapparono via. Il bracconiere avvisò immediatamente il castellano di Trecesson per liberare la giovane, ma il soccorso arrivò troppo tardi e al levar del giorno la giovano sfortunata morì senza rivelare nulla.

Tutte le ricerche sono state vane, non si scoprirà mai il terribile segreto della sposa. Il velo e la corona della giovane resteranno visibile ai visitatori sull’altare della cappella, ma l’arrivo della Rivoluzione distrusse questi ornamenti ma non il loro ricordo. Si dice che in certi notti, lo spirito della Dama Bianca fa la sua comparsa fluttuando attorno ai fossetti del castello o accendendo luci all’interno. Oppure, che può capitare di incontrare lungo la strada una donna vestita di nero che chiede un passaggio alle auto e si fa portare al piccolo cimitero dietro al castello e dopo essersi inginocchiata sulla tomba della giovane sposa….scompare! Castello costruito nel XV secolo da Jean Trecesson, è rimasto di proprietà fino al 1773. (non è visitabile)

 

TREHORENTUC ovvero LA CHIESA DEL GRAAL

Piccola chiesa che ha conosciuto una radicale trasformazione nel XX secolo dall’abate Gillard. Nel cuore di questa chiesetta, le leggende arturiane, le tradizioni cattoliche, celtiche ed esoteriche si costeggiamo sulle vetrate e sui muri nello scopo di raggiungere una forma di spiritualità universale. Ai temi celti si mescolano simboli cristiani: pesci, le croci, l’Alpha, l’Omega e gli animali, emblemi degli apostoli.

Un esempio che colpisce nella Via Crucis e che troviamo  “La Valle senza Ritorno” e lo “Specchio delle Fate” oppure vediamo Gesù raffigurato inginocchiato ai piedi della fata Morgana oppure l’ultima vetrata rappresenta l’annunciatore del Graal che appare ai Cavalieri della Tavola Rotonda o ancora le tre vetrate del coro che racconta la leggenda del Graal, prima come una semplice coppia di color verde scuro sulla tavola dell’ultima cena che diventa nella vetrata centrale miracolosa e colma del sangue del Crocefisso…e poi il seguito lo dovete scoprire da voi…altrimenti che “QUEST” sarebbe se vi racconto tutto!!

Numerosi simboli e ideogrammi ci rimandano ai romanzi della Tavola Rotonda. Sotto il portico dell’entrata della chiesa leggiamo “LA PORTA E’ ALL’INTERNO”. Cosa avrà voluto dirci, l’abate Gillard, quale messaggio spirituale? Meditate gente, meditate… Chiesa dedicata a Santa Onenna, sorella di re Judicael, la quale aveva fatto voto di povertà e di costudire le oche. Fino al 1814, la chiesa custodiva la sua tomba; racconta la storia che attaccata dai soldati, la ragazza conservo la sua virtù grazie al coraggio delle sue oche. Ecco perché viene raffigurata con vicino gli animali. Fino al 1957, le oche seguivano la precessione a Trehorentuc. Passato il portico della chiesa, il pellegrino va bere al calice dell’invisibile Graal e rinascere.(a questo riguardo, posso inviare un articolo più dettagliato per la storia del Graal a parte)

 

CARNAC

Siamo giunte a metà del nostro soggiorno…ma quante cose, quanti luoghi ancora sono da scoprire! Oggi, la meta è un luogo molto speciale….una STONHENGE francese, un luogo megalitico, il più impressionante del mondo..3000 blocchi di pietre sparsi su oltre 4 chilometri che risalgono tra il 5000 e il 3000 a.c. Chi? Come? Perché? Ecco tre domande che rimangono ancora senza risposta e il sito conserva ancora  in parte il suo mistero;  perché si ignorano esattamente le motivazioni che portarono a questo innalzamento di blocchi di pietre che misurano alcune volte oltre i 6 metri di altezza. Il nome CARNAC, potrebbe avere origine dal bretone KARN, cumulo di pietre, In origine, i chilometri erano forse 8, è probabile che molti menhir abbiamo servito di costruzione per le generazioni successive. La zona centrale è composta di 3 settori.

  • Alineamento Kermario: 10 file per un totale di 982 menhirs
  • Alineamento Menec :  11 file 1100 menhirs alineati su 1,2 chilometro
  • Alineamento Kerlescan: 540 menhirs ripartiti su 13 file

All’estremità, un cromlech di 39 menhir. Il resto..come diciamo in Italia?  “chi non ha la testa ha i piedi”, E allora, in marcia!

MONT-SAINT-MICHEL

Questo isolotto, esposto ai venti violenti che arrivano dall’oceano, resistente agli assalti del tempo, e protetto dall’Arcangelo Michele, lasciatevi sorprendere…La sua storia inizia con una leggenda strettamente legata al Gargano nelle Puglie. Qui inizia con l’apparizione di Michele, il quale chiede la costruzione di una piccola chiesa al vescovo Aubert nel 708 che nel tempo diventerà ciò che si vede oggi con i nostri occhi. Ovunque si guarda, è qualcosa di meraviglioso; storia e leggenda si confondano. Monumento unico nel suo genere, tenendo conto della forma piramidale della rocca. Ai tempi dei galli era una zona paludosa coperta di foreste. Sembra che a quei tempi, il Monte sia stato abitato da sacerdotesse druidiche e chiamato “Belenus” e durante la dominazione romana, sul monte era stato edificato un tempio pagano.

Il resto della storia, care amiche, scopritela passeggiando su e giù per le viuzze del Monte! Per concludere questo magico viaggio e il rientro in Italia, l’ultima tappa sarà  dedicata alla città di Nantes con la visita alla tomba del Duca Francesco II di Bretagna, uno dei monumenti esoterici e alchimici poco conosciuto che scopriamo insieme! (articolo a parte come per la Chiesa del Graal)

Grazie AnnaMaria, sono sincero, parlare con te di viaggi e scoperte è sempre meraviglioso, e sono certo che la pensano cosi anche i nostri lettori!

Ricordo a tutti che per scoprire assieme ad Annamaria questo viaggio potete trovarla a Bologna in Via Lame , oppure potete trovare questo ed altri fantastici itinerari dell’Occitane Voyage in una delle Agenzie del Network gruppo Info Vacanze.

Alla settimana prossima

Ciao a tutti

Roberto Agirmo 

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