Le tue vacanze

Le montagne bellunesi

Oggi tocca a me!

In questi mesi ho intervistato le Agenzie viaggi del network Gruppo Info Vacanze, per farmi e farci raccontare le meraviglie dello stivale!

Come ultima uscita del 2018 ho deciso che vi scriverò del mio amato Veneto e di luoghi particolari che in questo periodo hanno bisogno d’essere ricordati e messi sotto la lente d’ingrandimento!

Oggi vi racconto delle meraviglie delle Dolomiti Bellunesi!

Perché ho deciso di parlarvi di questi luoghi?

Che dire, tutti sanno che queste montagne sono state colpite da un ondata di maltempo fuori dal comune ed i disastri ambientali che il maltempo ha portato sono stati incalcolabili!

In realtà no! Si parla di oltre un miliardo di danni!

Purtroppo però le notizie sono sempre labili ed una situazione come questa in un territorio come il Veneto, crea notizia “solo” fin tanto che i media ne parlano, quando i media non ne parlano più, la notizia scompare, tanto….. ci sono i Veneti e s’arrangiano a sistemare come sempre …..

 

E verissimo infatti il detto Veneto “scarpe grose e bareta fracada” si addice perfettamente allo stile di noi “polentoni” sicuramente non siamo “tipi” che aspettano l’assistenzialismo statale per risollevarci, tant’è che un esempio su tutti è stata la ricostruzione dell’acquedotto di Rocca Pietore, completamente distrutto dal maltempo e ricostruito in soli 23 giorni e stiamo parlando di un acquedotto in quota e rimesso a posto sotto acqua e neve!

Ma proprio perché “siamo” stati cosi bravi, sebbene ci sia ancora la necessità di sistemare delle cose, è altrettanto vero che in meno di un mese le dolomiti bellunesi sono già pronte per accogliere i turisti in ambienti invidiati in tutto il mondo!

Parliamo quindi di queste mete!

Partiamo alla scoperta di Cortina, Longarone, Vajont, Pieve di Cadore, Lago di Misurina: ecco a voi cosa visitare nella provincia bellunese.

Tutto il glamour di Cortina d’Ampezzo

Cortina d’Ampezzo, meta turistica in ogni stagione per la posizione meravigliosa nel cuore delle Dolomiti Bellunesi che rammento, sono patrimonio dell’Unesco ma anche scenario glamour per la vitalità che offre con i locali alla moda e una serie di servizi e negozi per soddisfare molteplici gusti e esigenze.

L’accoglienza è la chiave che apre le porte di Cortina: la sua lunga tradizione turistica consolida certamente un’attenzione ai viaggiatori nella consapevolezza di rappresentare uno dei principali centri delle Dolomiti per escursioni, viaggi, attività sportive.

Anche dal punto di vista gastronomico nelle numerose attività di ristorazioni presenti nel centro della città, si può rilevare la particolare offerta: proprio a Cortina si incontrano infatti i sapori e le tradizioni del sud Tirolo declinati con abilità insieme alle tradizioni culinarie del Veneto.

Sia in estate che in inverno offre particolare riguardo per le attività dedicate ai bambini, soprattutto a livello sportivo: mountain bike, sci, trekking, escursioni.

Inoltre in parchi tematici per l’infanzia, i musei sulla Grande guerra e il percorso con il trenino delle Dolomiti permettono di conoscere meglio il territorio e di vivere un contatto più stretto con la natura che di certo resta impresso a grandi e piccoli.

Il corso Italia con la piazza Venezia e la Cooperativa di Cortina, una delle più antiche di Italia, rappresentano un’ottima passeggiata nel cuore della città che guarda con orgoglio al futuro, in particolare al 2021, anno in cui ospiterà i mondiali di sci alpino e forse nel 2026 le Olimpiadi invernali!

 

Longarone e la diga del Vajont

Lasciando Cortina, l’aspetto ridente e solare dei dintorni bellunesi, l’altro lato di questo territorio che ha colpito anima e testa è sicuramente la visita a Longarone, piccolo centro del Bellunese protagonista della tragedia del Vajont del 1963 causata dalla frana del monte Toc nel bacino idrografico artificiale.

Il disastro ambientale e umano provocò più di 1900 vittime: oggi di quel lontano 9 ottobre restano i luoghi della memoria.

In particolare vi potranno “colpire” i piccoli centri di Erto Casso (già provincia di Pordenone), luoghi dalla natura incontaminata che accentuano, nel loro idilliaco paesaggio, la colpevolezza di una progettazione errata su una natura fragile.
Dal 2007 il coronamento della Diga è percorribile per le visite aperte al pubblico.

Il Museo del Vajont e il Cimitero monumentale con la lapide senza nome in una distesa bianca e infinita, nella loro essenzialità sono capaci di far capire l’entità di una delle pagine più dolorose della nostra storia, riportando l’attenzione costantemente sulla necessità di interventi umani rispettosi della natura e dell’ambiente.

A Longarone c’è poi una fiera ( www.longaronefiere.it ) ricca d’eventi e vi consiglio di non perderli, vi segnalo per chi sarà in questi luoghi quest’inverno, precisamente a febbraio  www.arteinfiera.it la mostra mercato di Arte moderna e contemporanea una sequenza di eventi dove gli artisti diventano protagonisti assoluti una  Fiera d’Arte tra le più longeve nel panorama artistico italiano.

L’incanto di Pieve di Cadore e dei suoi dintorni

Dopo aver scritto di questi due grandi poli famosi per motivi così diversi della provincia bellunese, passiamo a  Pieve di Cadore luogo che rappresenta indubbiamente uno dei centri più interessanti: la visita alla casa natale di Tiziano è di certo una meta interessante così come l’ascolto della lingua ladina, diffusa e radicata con orgoglio in tutta la vallata e che si percepisce nitidamente nei vari locali, magari sorseggiando un’ottima birra.

Un’escursione che merita è di certo una passeggiata al lago di Misurina, con le acque blu profonde che rispecchiano la maestosità delle tre cime di Lavaredo e le antiche leggende legate alla sua meraviglia.

 

Alla scoperta di Belluno, cosa vedere?

Non si può quindi non parlare di Belluno!

In ogni stagione, anche quelle più impervie, la manutenzione delle strade è ottima, permettendo rapidi spostamenti in tutta la provincia Bellunese, anche adesso dopo il “disastro ambientale”.

Quello che sorprende il viaggiatore è, a mio avviso, il gioco di forme che la città di Belluno offre: le antiche porte, le cupole tondeggianti e morbide, ci immergono rapidamente a colpo d’occhio nel crocevia che questa città rappresenta nelle Dolomiti orientali.

Tra i luoghi sorprendenti nella città fondata da Celti e Venetici, ci sono sicuramente la biblioteca civica (palazzo Crepadona) con il suo inconfondibile porticato, la basilica di San Martino, con il campanile orientaleggiante, e la piazza dei Martiri con il passeggio del Liston.

Tra i musei che consiglio c’è sicuramente il MIM, il Museo Interattivo delle Migrazioni: dal Veneto, terra di molti emigranti, è stata ricostruita la storia della migrazione che ricordo in Veneto è partita dopo il plebiscito “truffa” che di fatto a visto il Veneto essere soggiogato dai Savoia.

Tutte le sfumature di Belluno sono ben rese dallo scrittore Buzzati, che qui è nato: nelle sue pagine la città viene descritta tra realtà e fantasia, poesia e mistero, come è proprio nello stile dell’autore.

Tra i tanti piatti tipici bellunesi che si imprimono nella memoria del viaggio hanno un posto di rilievo i numerosi formaggi tipici fra cui spicca lo Shiz (un formaggio che si gusta dopo averlo saltato in padella con del burro), oltre ai noti canederli e casunziei (ravioli ripieni) e alla gustosa birra locale.

In questo angolo di Dolomiti sebbene dopo il disastro che le ha colpite, si è già pronti ad accogliere i turisti in scenari a 5 stelle.

Tutti da grandi a piccini, potranno trascorrere qualche giorno con esperienze diverse a seconda della stagione scelta, in una commistione di emozioni e sensazioni che spaziano dalla storia alla natura, dalle tradizioni all’arte, aprendo un ventaglio ricco di opportunità per tutta la famiglia.

Se volete pensare a vacanze invernali, vi consiglio vivamente di recarVi in una delle agenzie Viaggi del Network Infovacanze ( lista agenzie cliccando qui ) e chiedere d’organizzarvi la settimana bianca in questo paradiso che sono le Montagne Bellunesi!

Roberto Agirmo

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