31 anni di orrori. Auguri Dylan Dog

Ha sempre l’aspetto del bravo ragazzo, con quella camicia rossa fuori dalla giacca nera, i soliti jeans e le polacchine. Non cambia mai l’abito neppure in inverno e cambia fidanzata (ma è sempre l’amore giusto) ogni mese. Nel tempo libero, tra pagare bollette pur non avendo quasi mai il becco di un quattrino e resistere alla tentazione di licenziare il suo maggiordomo dalle battute a raffica (che nemmeno paga) e i consigli di un vecchio ispettore che beve birra mentre lui ordina solo the, si occupa di fantasmi e orrori di ogni genere. Stiamo parlando di Dylan Dog, l’indagatore dell’incubo che ha appena compiuto 31 anni. Sempre in compagnia dell’assistente Groucho e dell’inseparabile ispettore Bloch (a proposito, lo sapevate che di nome fa Sherlock??). Allora per un compleanno così speciale che (dopo i 30) ha portato tante novità all’Old Boy (come lo chiama affettuosamente Bloch) a chi chiedere le ultime news se non ad Angelo Stano che solo da poco ha lasciato il timone delle copertine del mitico Dylan a Cavenago?

Nato a Santeramo (Bari) il 6 gennaio 1953, Angelo Stano è uno dei più personali interpreti grafici di Dylan Dog di cui realizza il numero uno, L’alba dei morti viventi. Nel 1985, conosce Tiziano Sclavi ed entra alla Bonelli nell’équipe che lavora a DYD di cui realizza alcuni episodi e tutte le copertine a partire dal 42, sostituendo Claudio Villa. La frequentazione del mondo narrativo di Sclavi si estende anche alle copertine e alle illustrazioni di alcuni dei suoi libri.

Che caratteristiche ha la tua interpretazione? “Direi che l’interpretazione dipenda in massima parte dalle esigenze di copione, cioè dalle indicazioni ricevute a suo tempo dallo stesso Sclavi e dalla sceneggiatura, che di volta in volta può presentare aspetti diversi o inediti del personaggio o del singolo episodio. Se prendiamo le prime storie da me disegnate, L’Alba dei Morti Viventi, Morgana e Storia di Nessuno, l’impostazione è spiccatamente drammatica, con forti contrasti di chiaroscuro. In qualche episodio, come Era Morta, l’impostazione è più da commedia nera, e l’attenzione è posta di più sui personaggi e la loro recitazione”.

Cosa cerchi di far emergere dalla tua versione? “L’empatia. Il lettore deve possibilmente sentire in qualche misura il vissuto di Dylan come proprio. E poi entrare nella storia da protagonista assieme al protagonista. Insomma deve immedesimarsi nella vicenda raccontata”.

 

 

 

Quale è l’episodio da te disegnato al quale sei più affezionato e perché? “Se parliamo d’affetto: La Legione degli Scheletri. A parte il titolo, che avrebbe dovuto essere Via dall’Incubo o In Fuga dall’Incubo. Il motivo è perché oltre a disegnarlo ne ho scritto anche il testo. Ne sono molto soddisfatto. Ma l’episodio forse più rappresentativo, per quanto sgangherato, della serie, per me resta Storia di Nessuno”.

Con i primi 30 anni sono arrivati anche alcuni cambiamenti. “La necessità di segnare un cambiamento di passo. Il tentativo di riportare all’attenzione la testata, che cominciava a denunciare preoccupanti segnali di cedimento. L’impostazione delle copertine del nuovo corso insieme ai più importanti cambiamenti di contenuto della serie, è stata voluta dallo stesso Sclavi, il quale ha auspicato un’impronta più marcatamente iconica e pop. Nero e colore disgiunti, netti e piatti. Immagine semplice e forte. Ma è bene ribadirlo, la responsabilità delle copertine è da ascrivere al 50% al curatore della serie, Roberto Recchioni, che ne decide il tema e spesso anche l’ispirazione o l’esplicita citazione di locandine o cover famose. Talvolta mi suggerisce anche una particolare atmosfera di colore. A me non resta che seguire le indicazioni, come ho sempre fatto. Quanto al risultato, lascio al lettore il giudizio”.

Bloch in pensione, nuovi nemici ma sempre lo stesso cuore ma al tuo posto Cavenago. “Dylan è sempre il classico bel tenebroso. Ossuto, longilineo, misurato nelle movenze ed elegante nonostante l’abbigliamento casual. Sempre innamorato e nobile di cuore. Ma le copertine aprono solo una finestra sulla storia. Per scoprire tutte le novità c’è un solo modo: leggere Dylan Dog ogni mese immergendosi nella “sua” Londra e capendo che, come tutti, anche lui ha le sue debolezze. Cavenago sta facendo un ottimo lavoro e per me vorrà dire avere più tempo per dedicarmi alle storie del sempre verde “Old Boy””.

 

A.C.M.