Deadwood Dick. Poche parole, tanti proiettili per il “Black cowboy” della Bonelli

Il primo numero di Deadwood Dick “Nero come la Notte”, uscito a luglio in tutte le edicole per rilanciare la nuova testata A della collana Audace di Sergio Bonelli Editore, aveva presentato ai lettori il protagonista Nat Love, un cowboy di colore che ha vissuto dopo la Guerra di secessione americana e che decide di arruolarsi presso il Nono Cavalleggeri dell’Esercito Statunitense.
Un numero irriverente che con il suo linguaggio e scelta di alcune tavole fa capire il perché la A torna alla dicitura di Audace e abbandona per qualche tempo Avventura, scegliendo dopo anni storie più border-line con un linguaggio molto più incisivo e meno politically-correct.

In questo secondo numero dal titolo “Rosso come il Sangue”, realizzato dalla coppia Michele Masiero ai testi e Corrado Mastantuono ai disegni, si può finalmente arrivare all’essenza del west: i conflitti tra bianchi e indiani e in questo caso tra neri e apache. Sì perché il primo numero parte proprio con un conflitto tra lo stesso Deadwood Dick e un giovane Apache, una colluttazione all’ultimo sangue e lama di coltello da cui parte il racconto e flashback del protagonista. In questo albo l’esercito, a cui Nat Love ha voluto giurare fedeltà, incontra una tribù Apache e in tutto l’albo si respira l’angoscia di aspettare la mossa che potrebbe portare alla morte o a un successo insperato.

 

Le tattiche dello stesso comandante e la ferocia degli Apache sono lo sfondo perfetto di quello che sarà il futuro di Nat Love. Nell’intreccio della battaglia si scoprono le fobie di Nat Love e altri dettagli del suo burrascoso passato. A differenza del primo che in ogni parte dell’albo il ritmo era sempre elevato in questo secondo numero si nota una differente scrittura, ugualmente incisiva, ma con un’alternanza di emozioni molto più evidente. Una primissima parte più d’attesa e una parte centrale piena zeppa d’azione con un finale apertissimo che lascia il lettore ancor più impaziente rispetto al numero uno.

 

I disegni di Mastantuono sono sublimi in ogni suo dettaglio, nonostante il numero delle pagine sia minore (64 pagine) rispetto allo standard Bonelli, questo non si percepisce in quanto in ogni singola tavola c’è un mondo da scoprire: un dinamismo fuori dal comune unita ad una tecnica sopraffina che pone Mastantuono nell’olimpo dei grandi illustratori internazionali.

Ricordiamo che Deadwood Dick è una serie western composta da sette numeri che riadatta i racconti dello scrittore statunitense Joe R. Lansdale incentrati sul personaggio di Nat Love, un cowboy di colore che ha vissuto dopo la Guerra di secessione americana (vent’anni dopo per la precisione). Le storie sono basate sui racconti Soldierin e Hide and Horns e il romanzo breve Black Hat Jack. Gli sceneggiatori del fumetto che saranno impegnati sul progetto sono Michele Masiero, Maurizio Colombo e Mauro Boselli e ai disegni Corrado Mastantuono, Pasquale Frisenda e Stefano Andreucci.

Corrado Mastantuono, copertinista di “Deadwood Dick” e disegnatore dei primi due albi, ha realizzato per noi un bel ritratto del personaggio western mentre la miniserie si avvia a conclusione.

 

Il secondo arco narrativo della serie, scritto da Maurizio Colombo per i disegni di Pasquale Frisenda, si intitola invece Tra il Texas e l’Inferno, e arriverà in libreria da febbraio 2019.

Ma non è finita qui, le ironiche e grottesche vicende del sardonico fuggiasco di colore proseguono grazie a un trittico di albi scritto da Mauro Boselli e visualizzato da Stefano Andreucci. La storia vede l’ex Buffalo Soldier nel bel mezzo dell’assedio indiano al trading post di Adobe Walls del 1874, in quella che è diventata una delle più celebri battaglie della storia del west. Iniziata con Black Hat Jack, prosegue nel numero di Deadwood Dick appena pubblicato, L’assedio di Adobe Walls, e si concluderà a gennaio con l’albo intitolato Vento di morte.

G.N.P.