Il destino dei semidei, la fantascienza di Bonadimani

Da che mondo è mondo un nuovo libro di Roberto Bonadimani rappresenta un’anomalia editoriale, un evento eccezionale che non a caso si manifesta lontano dai riflettori, nella zona d’ombra del mondo del Fumetto. I suoi lettori – numerosi, sparsi un po’ ovunque – sono avvezzi a questa dimensione clandestina del fenomeno Bonadimani. Un po’ come gli “uomini libro” di Fahrenheit 451 sanno di doverselo guadagnare il diritto di leggere un suo nuovo fumetto. E non potrebbe essere altrimenti dato che nei suoi racconti il Maestro veronese affronta temi per niente banali che fanno di lui un Autore serio, impegnato. “Il destino dei Semidei” è il primo dei racconti raccolti nell’omonima pubblicazione ed è inedito, ma nel 1990 ne favorii la pubblicazione delle originarie 15 pagine (Bonadimani lo sviluppò in seguito) nella fanzine Comix.

Per farla breve, dopo l’esordio con “VerdeCaos” del 2016, Roberto Bonadimani ed io abbiamo appena dato alle stampe IL DESTINO DEI SEMIDEI (150 pagine in b/n, 15 euro), una raccolta di racconti in parte inediti, due dei quali (“Ricordi di Surveyyr” e “Rober e Betty, il Tour dei Pianeti”) sono puramente illustrati e mostrano squarci di vita del Pianeta Surveyyr o istantanee di un viaggio interstellare compiuto dall’alter-ego dell’Autore e dalla sua compagna. Completano la raccolta i due racconti “L’Amorfo” e “Vola S’Ssibiyium!”. Ogni racconto è preceduto da brevi introduzioni di Bonadimani che ne svelano la genesi e che si possono leggere qui di seguito.

IL DESTINO DEI SEMIDEI

Introduzione di Roberto Bonadimani

Nel 1990 il mio sodalizio con l’Editrice Nord s’era chiuso da un bel po’. Nessun attrito con Gianfranco Viviani, ma lui mi aveva fatto capire che per tenere aperta la collana “fumetto” era necessario che producessi almeno un volume all’anno, e io mi ero reso conto che non ero in grado di farlo. Ero ritornato libero, potevo fare quello che volevo io, storie lunghe o brevi, belle o brutte, senza renderne conto a nessuno. E naturalmente non avrei trovato nessuno che me le pubblicasse. Perciò ricominciai a disegnare storie consapevole che me le sarei lette solo io. Poi ho incontrato Luca Pozza, che mi ha chiesto se avevo una storia breve da pubblicare sulla Fanzine “Comix” di cui era redattore. Gli diedi “Archetipo”, un racconto di una quindicina di tavole con una tematica anomala, ma SF dura e pura. In quell’occasione ho avuto il piacere di ricevere una delle migliori critiche che mi siano capitate da Davide Castellazzi, altro redattore della rivista.

Per qualche tempo non ho più pensato ad “Archetipo” ritenendo che con la pubblicazione avesse esaurito il suo scopo. Poi, rileggendolo casualmente, mi sono accorto di ulteriori potenzialità che potevano estenderlo e ampliarlo. Perché la dimensione di “Dam” e dei “Pari” è talmente grande da occupare l’intero universo… e oltre. Ma chi reggerebbe un romanzo a fumetti composto per la quasi totalità dalle stesse immagini dall’inizio alla fine? Arrivato a questa conclusione decisi di rinunciare a tutte le idee che avevo in testa e a concludere la vicenda. Man mano che la storia s’era allungata e si erano aggiunti nuovi elementi, il titolo “Archetipo” era diventato sempre più limitativo. Pensai di intitolarlo “Dam”, che era il nome del protagonista assoluto, ma anche quello non mi andava a genio. Arrivai a “Il Destino dei Semidei” quasi per caso, e mi piacque: racconta qualcosa, tiene in sospeso chi legge, fa intravedere il futuro senza rivelare la fine. Anche perché la fine non esiste…

RICORDI DI SURVEYYR

Introduzione di Roberto Bonadimani

Nel 1985 la Black Out Editrice, formata da un gruppo di appassionati di fantascienza, mi chiese di realizzare un portfolio di una decina di illustrazioni di ambientazione extraterrestre da distribuire agli iscritti del loro club. Ne risultò questo “Ricordi di Surveyyr”, a mio avviso una bellissima serie di disegni poco conosciuti a causa di una tiratura molto limitata. Come sempre accade, quando mi capitò di rivederlo decisi di ritoccare le tavole per attualizzarle, e decisi di aggiungerne altre due per arrivare a dodici, una per ogni mese dell’anno.

  1. L’AMORFO

Introduzione di Roberto Bonadimani

“L’Amorfo” è la storia più semplice che abbia mai scritto. Scarna, senza spiegazioni approfondite, concepita per divertirmi a disegnare ampi panorami e poco altro, realizzata in fretta in formato più ridotto del solito per risparmiare tempo. Quando fu pubblicata nel 1979 su “Il Mago” il redattore eliminò la tavola introduttiva senza darmi spiegazioni. Forse la giudicò troppo semplice. Dopo averla letta l’editore Gianfranco Viviani commentò dicendo che era bella e mi chiese quando avrei realizzato gli episodi successivi. Il che dimostra che non bisogna mai essere troppo severi nel giudicare male i propri lavori. Nel volerla ripubblicare ho voluto ritoccare disegni e dialoghi, e ci ho impiegato una mezza eternità, (e avrei voluto aggiungere nuove tavole perchè il mio cervello funziona così…) ma alla fine ho desistito, per fortuna. Il risultato finale ce l’avete in mano…

VOLA, S’SSIBYIUM

Introduzione di Roberto Bonadimani

“Vola S’Ssibyium” è uno dei migliori racconti di SF che mi sia capitato di scrivere. E disegnare, soprattutto. Contrariamente ad “Archetipo” questo era progettato per diventare un romanzo lungo partendo proprio da questo episodio: il pianeta “Aabazu” è un mare-magma disseminato di isole lungo un tragitto che solo il protagonista può percorrere. Cosa c’è nella prossima isola, e nella successiva, e in quella dopo ancora? Sorprese, ovviamente. Avevo tutto il progetto in mente ma anche questo non ho avuto il tempo di completarlo. Ho scritto a Qualcuno di darmi altri venti o trent’anni per completare i miei sogni, ma la Posta funziona male anche da QUELLE PARTI. Forse il giorno della risposta arriverà troppo tardi. Il racconto è stato pubblicato nel 2007 ma è stato disegnato molti anni prima, quanti, non me lo ricordo neppure io.

ROBER E BETTY: IL TOUR DEI PIANETI

Introduzione di Roberto Bonadimani

Rober e Betty sono gli eroi dei miei racconti di fantascienza. Di loro avrei voluto anche scrivere un corposo romanzo in cui descrivere la loro vita fin dalla nascita, ma finora non ho trovato il tempo di farlo, perciò dovrete accontentarvi di questa breve biografia…

  1. GLI A26/MANTI DI VE720/ROMA

Introduzione di Roberto Bonadimani

Essendo veronese e disegnatore di fumetti ho avuto spesso il desiderio di realizzare la mia personale visione della storia di Giulietta e Romeo. Mi ha frenato la consapevolezza che avrei dovuto affrontare grosse difficoltà di adattamento del Soggetto, senza contare il tempo che mi sarebbe costato. Quando nel 2010 il trimestrale veronese “Il Giornale di Giulietta” lanciò un concorso sul tema dei due innamorati limitando le storie ad un massimo di otto tavole, mi sentii giustificato ad elaborare un racconto brevissimo che tradiva il testo classico perchè ambientato in un Futuro lontano e improbabile, dove anche Shakespeare è leggenda. Vinsi il Primo Premio per la mancata presenza – obbligatoria a norma di regolamento – del vincitore designato. Non ricordo la qualità del lavoro del vincitore mancato, ma io spero di aver fatto abbastanza bene da potermi convincere di non aver rubato il premio. Un po’ di dignità, perbacco!

“Il Destino dei Semidei”, 150 pagine in b/n, ed. Self Press di Luca Pozza, 15 euro

Luca Pozza