Presentato il volume Riviera Ridens per ricordare la rassegna Umorismo e Satira

In una location suggestiva, anche se rivelatass insufficiente per la grande partecipazione, come il salone al primo piano di villa Concina, sede della Biblioteca comunale, si è svolta sabato 10 dicembre la cerimonia di presentazione del volume ‘Riviera Ridens’ che raccoglie il meglio di 23 anni della rassegna nazionale Umorismo e satira che da cinque anni ha, come dicono i vecchi ‘riposto le scarpe al sole’ per mancanza di finanziamenti. Un evento che ha portato a Dolo due grandi personaggi come Bruno Bozzetto e Lucio Trojano. Il primo di assoluto livello internazionale, lo evidenziano anche i premi ricevuti, che lo scrittore e giornalista Edoardo Pittalis ha definito. “Nel genere del film d’animazione è paragonabile ad Ennio Morriconi per le colonne sonore.”

A presentare la serata l’assessore Matteo Bellomo, a nome dell’amministrazione comunale, il già citato Edoardo Pittalis che ha curato la prefazione del volume e che ha evidenziato come “Fra i tanti pregi di questa rassegna vi era la capacità di D’agostino di preconizzare i tempi ed ogni volta che sceglieva il tema per l’anno riusciva ad anticipare eventi sociali di grande attualità com’è stato il caso dell’edizione che si è aperta trattando di mafia e la sera stessa accadeva la strage di Capaci”. Presente anche Lucio Trojano che ha sostituito all’ultimo Giuliano Rossetti e che ha spiegato l’importanza di senso dell’umorismo umano con due spassosi aneddotti che lo riguardavano.

Bruno Bozzetto ha evidenziato l’importanza della satira “Quando si ride degli altri s’impara a capire come reagire su le cose accadono ai noi stessi. Si può dire che la satira è educativa.” A completare la presentazione del volume colui che ha organizzato per tanti anni la rassegna dolese, grazie al prezioso contributo dell’associazione La Lanterna, Vincenzo D’Agostino che ha evidenziato. “Il libro è un compendio di emozioni e di sensazioni particolari, il ricordo di serate e d’incontri con i più grandi vignettisti nazionali ed anche di coloro, ben 19 , che non ci sono più.” Alla richiesta dell’assessore Bellomo di ripartire per una nuova edizione della rassegna dolese, però D’Agostino ha risposto risoluto.

“No”, spiegandone poi i motivi ma ciò non toglie che è un peccato che non si riprernda questo appuntamento, una rassegna che oltre a portare Dolo al centro dell’attenzione nazionale costituiva un momento di grande riflessione, espressione di una culturale solo apparentemente minore ma di per sè molto profonda.

Lino Perini