Libri e Fumetti

Dominioni? Un maestro! Parola di Hugo Pratt

Il conte Paolo Caccia Dominioni di Sillavegno (1896-1992), un nome sconosciuto ai più, è stato un Gigante della storia e della cultura italiana, che si è distinto come soldato, scrittore, architetto e illustratore. Il PCD soldato, pluridecorato, dallo stile ineguagliato, è stato sull’Isonzo e poi a Tripoli, in Eritrea, Egitto, Sudan, Etiopia, Turchia e Africa Settentrionale in un periodo che va dal 1915 al 1955. Un soldato, per intenderci, che dopo la seconda guerra mondiale ha speso 10 anni nel deserto Libico ed Egiziano alla ricerca e  nel recupero delle salme dei soldati italiani e stranieri.

Dominioni scrittore

Lo scrittore PCD è stato autore di una fitta produzione letteraria fatta di cronache e diari di guerra. Ma è stato anche architetto e illustratore; uno straordinario illustratore. E solo un grande illustratore potrebbe vantarsi di aver non solo suscitato l’ammirazione di Hugo Pratt, ma di averne influenzato lo stile e forse anche condizionato i gusti, facendone quel fanatico di uniformi e soprattutto di libri militari che un giorno avrebbe portato il grande artista veneziano a possedere una delle più incredibili librerie tematiche private. Libri spesso costosissimi che Hugo Pratt accumulava incessantemente nella sua villa di Losanna. Un mattino di novembre del 1993 lo accompagnai in giro per Milano a caccia di librerie dove spese più di un milione di lire (di allora!) per pochi straordinari libroni illustrati. All’epoca non conoscevo PCD e non sapevo dell’ammirazione che Hugo Pratt aveva per lui. Di PCD Hugo Pratt ci ha lasciato un bel ricordo in forma di articolo nel cui titolo lo ha definito un Maestro.

festival

Il ricordo di Hugo Pratt

“Nel 1943, sfogliando un libro a soggetto militare delle Edizioni Alfieri, di Alberto Bechi Luserna, illustrato da un disegnatore allora poco conosciuto, capii subito di trovarmi di fronte a qualcuno che sapeva usare molto bene il pennino da disegno. Gli illustratori più famosi di allora in Italia erano Terzi, Tofano, Porcheddu, Gustavino e Albertarelli che venivano pubblicati nella scala d’oro della U.T.E.T. e nell’enciclopedia dei ragazzi. Cercai di decifrare la sigla del disegnatore e finalmente ne conobbi il nome: Paolo Caccia Dominioni di Sillavegno. Io, che venivo dalle ex colonie italiane, trovai nei suoi disegni alimento per i miei ricordi. Parlo di ricordi: non di nostalgie né, tanto meno, di malinconie. Quei disegni mi accompagnano da anni e fanno bella mostra di sé nella mia biblioteca. Quelli in mio possesso sono vecchi libri di Longanesi, ma il volume che preferisco è “Britannia in armi”, edizione del 1943″.

L’incontro

“Ebbi occasione di conoscere Sillavegno e rendergli omaggio nella sua casa in Veneto, dove m’intrattenne gentilmente ricordando, oltre a molte altre cose, un amico comune, nonché nemico rispettato: il maggiore Peniakoff della Popsky Private Army in forza all’Ottava Armata. Furono un paio d’ore molto importanti, per me. Mi ripromisi allora di chiedere a Paolo Caccia Dominioni il permesso di pubblicare i suoi disegni di soldati coloniali in una futura introduzione degli “Scorpioni del Deserto”. Oggi, finalmente, riesco ad offrire ai lettori di questo racconto le stupende tavole reggimentali del mio grande collega che ammiro e ringrazio. Sull’uomo ci sarebbero molte cose da scrivere, ma per chi ne volesse sapere di più, esiste un bellissimo libro intitolato “Un uomo, Paolo Caccia Dominioni” (Rivista Militare, Roma 1988), con quasi tutti i suoi disegni”.  (Hugo Pratt)

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