Far nascere Caravaggio

Il 7 settembre è arrivato in libreria e fumetteria il volume cartonato che ristampa l’albo di Le Storie dedicato al grande Michelangelo Merisi da Caravaggio. Per presentarvelo degnamente – oltre a una gallery con alcune tavole del disegnatore milanese – vi proponiamo qui un estratto della prefazione scritta da De Nardo, che fa da perfetta introduzione al mondo in cui l’avventura di Michelangelo Merisi si svolge.

“L’arte è potere. Il potere di parlare al cuore degli uomini. Di emozionare, commuovere. Di turbare gli animi e scuotere le coscienze. L’arte parla alla mente. Fa riflettere. Porta alla luce squarci di verità nel buio dell’ignoranza. L’arte corrompe, manipola. È suadente e tentatrice. Rende plausibile la menzogna.

Nel periodo storico in cui hanno luogo gli eventi raccontati in “Uccidete Caravaggio”, la cristianità è profondamente lacerata. Dopo un periodo di tregua relativa, prima che il conflitto tra Cattolici e Protestanti deflagri apertamente nella Guerra dei Trent’anni, la Chiesa di Roma tenta di restaurare, con ogni mezzo, il proprio dominio spirituale (e non solo) sul mondo. Sul piano dottrinale, soprattutto attraverso la predicazione degli ordini monastici nati con la Controriforma, come quello dei Gesuiti. Per diffondere tra le masse le certezze spirituali e i dogmi sui quali fonda il proprio potere, il Papa dispone di un’altra arma, straordinariamente persuasiva: l’arte”.

I più grandi artisti del tempo sono chiamati a Roma perché mettano il loro talento al servizio di Dio. Del Dio dei Cattolici. Essi danno vita a quella straordinaria civiltà artistica conosciuta come Barocco. Sono ben pagati. Si perdonano loro eccessi e ogni genere di stravaganza, a condizione che la loro arte contribuisca a penetrare a fondo nelle coscienze dei credenti e a suscitare in essi sentimenti di assoluta devozione. Caravaggio è tra costoro. Un genio visionario. Le sue figure emergono dalle tenebre con una forza, una crudezza e un realismo che non si erano mai visti. La sua rappresentazione del sacro, però, cozza contro quelli che sono gli indirizzi dettati dalla Chiesa della Controriforma.

Caravaggio è amato e detestato nello stesso tempo. Ci sono mercanti, alti prelati e collezionisti che si contendono i suoi dipinti. Altri dipinti vengono rifiutati dagli stessi committenti, perché non rispondenti al decoro e alla consuetudine iconografica e liturgica della Chiesa. C’è qualcosa di inaspettato nell’arte di Caravaggio. Qualcosa di rivoluzionario ed eversivo. Ma non è solo la sua arte, a suscitare scandalo. Quando non dipinge, l’artista conduce una vita decisamente dissoluta: bagordi di ogni genere, risse, violenze. Nemmeno i suoi protettori possono salvarlo dalla condanna a morte. Ha superato troppe volte i limiti della decenza. Non gli si può consentire di fare altri danni, né soprattutto di corrompere con la sua arte gli spiriti più puri…

Gian Nicola Pittalis