Quando Hugo Pratt disegnava Topolino

C’è stato un tempo in cui anche il sommo Hugo Pratt – a metà degli anni ’40 – cominciò a muovere i primi passi nel mondo del fumetto e a cimentarsi con gli strumenti di lavoro di ogni disegnatore: matite e inchiostro di china!

Tutti sappiamo della profonda influenza avuta da Milton Caniff nella formazione del giovanissimo Pratt, ma raramente si è avuta l’opportunità di osservare il processo creativo che partendo dal modello originario (i racconti di “Terry e i pirati” di Caniff) ha portato al Pratt “definitivo”. Nelle prime tavole pubblicate su L’Asso di Picche, e spesso inchiostrate da Faustinelli, l’influenza del caposcuola Caniff balza agli occhi. Ma come erano i bozzetti, gli schizzi e gli studi di Hugo Pratt?

La risposta la ritroviamo in alcuni fogli invecchiati da circa 72 lunghi anni che fanno parte dell’archivio personale di Stelio Fenzo il quale li ebbe in dono dallo stesso Pratt negli anni ’60 quando tra i due vi era un forte sodalizio artistico. In questi fogli disegnati a matita e parzialmente inchiostrati riconosciamo alcuni personaggi della saga di “Terry e i pirati”, alcuni soldati della WWII, un soldato Ascaro alle prese con una sorta di prodromico “Corto Maltese”, guerrieri africani mascherati che sembrano usciti da un racconto di “Anna della giungla”, donne africane e anche un bozzetto microscopico che ritrae nientemeno che Topolino!

 

Ho voluto scambiare qualche impressione con Stelio per recuperare informazioni su questi bozzetti che vorrei definire quasi di “valore storico”!

Nella nostra breve chiacchierata Stelio mi ha confermato che i bozzetti risalgono ai tempi dell’Asso di Picche. Probabilmente realizzati in due periodi diversi dato che in almeno un paio di fogli il tratto appare molto incerto. I disegni parzialmente inchiostrati invece sono una testimonianza delle piccole tensioni sorte all’interno della rivista. Hugo Pratt non era soddisfatto del lavoro di inchiostrazione di Faustinelli e prese la decisione di inchiostrare da sé le proprie matite. Per arrivare ad avere una certa padronanza del nuovo mezzo, il pennello, Hugo Pratt disegnò questi bozzetti di “Caniffiana” ispirazione. Stelio assicura che le chine di Pratt furono da subito molto più belle!

Tra i vari bozzetti si possono individuare alcuni soldati americani della seconda guerra mondiale che Pratt disegna con le diverse uniformi in una sorta di calendario personale che gli doveva servire per un racconto a fumetti.

Anche se nella sua carriera gli sarà capitato di abbozzare ancora qualche personaggio Disneyano (forse Vincenzo Mollica possiede qualcosa, in tal senso) di certo Hugo Pratt non si è cimentato spesso con Topolino. E non so perché, ma è proprio quel Topolino appena accennato a matita che ha attirato la mia attenzione e mi ha fatto fantasticare su un Pratt alternativo, calato in un mondo di Topi e Paperi! Ma la storia a volte fa le cose per bene! A mezzo chilometro da Hugo Pratt abitava infatti un certo Romano Scarpa!

Luca Pozza