Keller, romanzi e fumetti

"Keller" è il secondo volume dellacollana "Gli inediti". Il suo sceneggiatore, Luigi Mignacco, ci racconta come si è arrivati ad avere dei veri e propri libri a fumetti.

Oggi i romanzi a fumetti hanno conquistato un posto nelle librerie italiane, nelle pagine culturali dei giornali, nelle antologie scolastiche e nelle voci enciclopediche dedicate al romanzo. E persino tu, lettore abituale di fumetti, per procurarti il volume di Keller hai forse dovuto abbandonare la vetrina consueta dell’edicola e cercarlo fra gli scaffali di una libreria, generalista o specializzata, reale o virtuale. Le cose cambiano, e di certo non siamo noi, fumettari di lungo corso e appassionati dell’avventura, a rimpiangere il passato. Anzi, in realtà era un mucchio di tempo che aspettavamo questo momento!

Secondo molti storici del fumetto, il graphic novel è nato sul finire degli anni Settanta, con “Contratto con Dio” di Will Eisner. Ma il capolavoro di Eisner non fu certo il primo romanzo a fumetti a essere pubblicato: pochi anni prima era uscito “Una ballata del mare salato” di Hugo Pratt, e uno scrittore come Dino Buzzati aveva mandato in libreria un’opera in anticipo sui tempi della critica, “Poema a fumetti”, scritto e disegnato da lui, che ebbe un notevole successo.

Nei tardi anni Settanta, sulle riviste leggevamo molte storie a fumetti lunghe, complesse e “adulte”, che poi venivano raccolte in eleganti volumi da libreria. Era la stagione dei grandi autori, ma anche il cosiddetto fumetto popolare sfornava opere memorabili. E così, nel decennio successivo, quando mi presentai timidamente alla redazione bolognese di “Orient Express”, l’editore Luigi Bernardi mi diede l’opportunità di firmare il mio primo lavoro, proprio con un romanzo a fumetti: “Il detective senza nome”, gangster story ispirata a Dashiell Hammett, poi disegnata da Massimo Rotundo.

Scusate se l’ho presa larga e mi sono parlato un po’ addosso. Volevo farvi capire che non è un caso se questo Inedito vi è stato proposto direttamente in un bel volume da libreria. La storia – le storie – di Keller non sono troppo diverse da quelle di tanti protagonisti bonelliani, ma oggi tutti noi, autori e lettori, ci siamo “guadagnati” il diritto di vedere pubblicati i nostri fumetti preferiti anche in un formato che esalta il taglio cinematografico delle scene e permette di godere meglio il respiro del racconto. In questo modo possiamo farli scorrere come “film grafici” sul loro elegante supporto cartaceo e possiamo leggerli dal principio alla fine, senza interruzioni se non quelle che decidiamo noi, come autentici romanzi disegnati.

Le radici narrative e iconografiche di Keller  appariranno evidenti a chi leggerà la storia attraverso i segni neri al calor bianco di Paolo Raffaelli, destreggiandosi fra i salti temporali di una sceneggiatura che non sarebbe stata proponibile se il linguaggio della nuova serialità non ci avesse abituati a una narrazione più frammentata. Ma alla fine, chiamatelo fumetto o romanzo grafico, quello che conta sono le emozioni che una storia sa suscitare dentro di noi. I libri, prima di essere riposti negli scaffali delle nostre case, devono trovare posto nel mondo della nostra immaginazione.

Luigi Mignacco per il Sestante News

le immagini sono concesse a uso esclusivo de Il Sestante news.