Le Invenzioni (Im)Possibili di Martin Mystère: il trailer del libro!

Disponibile in libreria, fumetteria e nello Shop online bonelliano, il volume “Le invenzioni (im)possibili di Martin Mystère”, a cura di Alex Dante, accompagna il lettore tra le pagine della serie, rimontate e ricolorate per l’occasione, alla ricerca di curiosità scientifiche, dal computer biologico al databank universale, raccontando con dettagliati articoli cosa sono questi “oggetti impossibili” in cui Martin Mystère si è spesso imbattutto in assoluto anticipo sui tempi. Chi ha costruito Stonehenge? Quali poteri custodiva il Santo Graal? Chi si celava dietro la Maschera di Ferro? Esiste una società segreta che decide il destino dell’umanità? E gli UFO, sono davvero prove di civiltà extraterrestri? A questi misteri destinati a rimanere tali per sempre la risposta è una sola: Martin Mystère, Detective dell’Impossibile. Con un cognome del genere, è stato praticamente costretto ad entrare nel mondo della fantascienza. Ma le sue vere passioni rimangono quelle di appiccicare gomme da masticare sui citofoni e credersi il cantante dei Depeche Mode…

Creato da Alfredo Castelli per la Sergio Bonelli Editore e protagonista della serie omonima, il BVZM (che sta per “Buon Vecchio Zio Marty”) è ormai a pieno titolo una delle icone più significative del fumetto nostrano. Conosciamolo meglio in questo articolo.

Martin Jaques Mistere è nato a New York il 26 giugno 1942. Ha un fisico atletico, è biondo, affascinante e dotato di un’intelligenza non comune. Si laurea all’Università di Harvard con il massimo dei voti e sceglie di specializzarsi alla Sorbona, a Parigi, in Archeologia. Segue inoltre Storia dell’Arte all’Istituto di Belle Arti di Firenze e ha il tempo di studiare cibernetica applicata al linguaggio presso il Massachussetts Institute of Technology.

Il suo campo di interessi è ampio e lo porta a leggere e studiare attentamente la fisica, l’astronomia, l’informatica. Con un acutissimo spirito di osservazione e un’inguaribile curiosità, è capace di intrattenere per ore e ore su qualsiasi argomento (lui stesso è consapevole di essere irrimediabilmente logorroico). Martin è un uomo moderno, altruista, sempre disponibile a mettere la propria vastissima conoscenza al servizio degli altri. Rifiuta ogni tipo di violenza e intolleranza e sogna una libertà totale per ogni individuo e per qualunque idea o opinione.

La sua fama come divulgatore scientifico lo ha portato a stringere rapporti con autorità e persone molto influenti nel settore della cultura, della scienza e della politica. Le sue imprese nel campo del paranormale e del mistero sono il tema di una fortunata trasmissione televisiva, I Mysteri di Mystère, condotta e ideata sempre da lui. Dietro l’uomo dedito alla scienza e alla storia si nasconde un eccezionale avventuriero.

Dopo un periodo di meditazione trascorso in Tibet acquista il terzo occhio e apprende segreti esoterici. Qui conosce Kut Humi che vede in Martin un uomo di grande valore e saggezza e gli dona il Murchadna, un’arma a raggi paralizzanti che il Detective dell’Impossibile utilizzerà nelle sue avventure.

Viene a conoscenza di una setta segreta conosciuta come Gli Uomini in Nero che da tempo immemore occulta verità “scomode” all’Umanità. Martin decide di combatterla e si attira l’attenzione di molti nemici. Nel frattempo, durante un viaggio in Mongolia conosce Java, un uomo di Neanderthal sopravvissuto ai secoli assieme a un’intera tribù in una misteriosa città nascosta fra i monti. I due diventano inseparabili amici.

Alla vita avventurosa e “mysteriosa” ne contrappone una apparentemente ordinaria. Ha una bellissima fidanzata, Diana, veste abiti normalissimi, possiede una Ferrari. Ha la mania del collezionismo e ha in casa un piccolo museo di cose strane e antiche.

La sua viscerale curiosità lo porterà a confrontarsi con i Grandi Misteri dell’Universo.

 

 

Alfredo Castelli ci parla della difficile gestazione del personaggio e del suo rapporto con lui: “Ho pagato caro questa scelta: per parecchio tempo Martin mi è stato antipatico e ne ho scritto le storie con una certa sufficienza, e forse questa è la ragione per cui la serie non decolla istantaneamente. Poi il personaggio si è umanizzato, mi è divenuto simpatico e ora gli sono affezionato come a un vecchio amico. Volevo che Martin Mystère fosse legato al mondo reale, si guadagnasse da vivere, vestisse a seconda delle occasioni e invecchiasse: per questo gli inventai una data di nascita ben precisa, una biografia e un indirizzo realmente esistente. A volte, il personaggio è cosi reale che riesce a prendere il sopravvento persino su di me, ed ecco allora che la sua firma si sostituisce alla mia in articoli, libri, e rubriche. Tra l’autore e la sua creazione si sviluppa inesorabilmente un effetto di feedback: l’autore trasferisce nel personaggio i propri tic, deformandoli letteralmente; e il continuo contatto con la deformazione letteraria lo spinge inconsciamente a imitarla. Non mi fa paura che MM sia destinato a morire. Mi spiacerebbe molto di più se morisse editorialmente per carenza di lettori. Significherebbe che, molto probabilmente, li perderei anch’io.”

Gian Nicola Pittalis