Lilith – Luca Enoch parla dell’ultimo numero della saga

Il creatore dell'eroina più "anormale" dell'universo bonelliano si confessa al Sestante News

Lilith, la saga pubblicata da Sergio Bonelli Editore arriva alla sua conclusione dopo nove anni e 18 numeri. Per l’occasione il creatore del progetto Luca Enoch, sceneggiatore della serie, disegnatore e copertinista, nonché autore dei vari redazionali presenti negli albi, ci ha omaggiato di una sua intervista. La protagonista è Lilith, una cronoagente o più precisamente una cronokiller inviata nel tempo, ogni volta in un diverso periodo storico, per rintracciare determinate persone e salvare l’umanità dal futuro di distruzione.

Nel 2016 la serie è risultata vincitrice come “miglior serie dal tratto realistico” al Napoli Comicon. Nella storia vengono messe in risalto le angosce di una ragazza che deve affrontare da sola un’impresa difficile e importante, ma allo stesso tempo moralmente contestabile, la riuscita della missione, inoltre, per un paradosso temporale, precluderebbe l’incontro dei suoi genitori nel sottosuolo e annullerebbe l’esistenza stessa della protagonista sul ‘piano temporale’ da cui è partita, impedendole un ritorno a casa alla fine della missione.

 

Luca, soddisfatto dei risultati ottenuti? “Sono riuscito a realizzare tutto quello che mi ero prefisso di fare, compresa la storia finale in tre parti ambientata nella ucronia americana. Gli albi erano contati – diciotto, come Gea – e, per forza di cose, ho dovuto fare una selezione degli scenari storici dove collocare le avventure della protagonista. Quelli a cui tenevo di più, però, sono riuscito a disegnarli, e ne sono molto soddisfatto. Il finale di Lilith lo pensai in questo esatto modo – almeno nella sua struttura generale –  nove anni fa, e così l’ho realizzato”.

 

Come è cambiato il modo di disegnare e raccontare il personaggio?  ”Quello di Lilith era un personaggio in divenire, che matura col tempo. All’inizio si fa scudo della sua missione, per affrontare le cose terribili che è costretta a fare, accettando senza discussioni il compito che le è stato affidato e per compiere il quale è stata generata ed educata. Poi prende coscienza di molte cose, subentrano i dubbi, le incertezze, il suo ruolo non le sembra più così positivo e indiscutibile come prima. Mutando il personaggio, anche il mio racconto cambiava di conseguenza, seguendolo nella sua evoluzione narrativa”.

 

E il giudizio dei lettori? In molti avrebbero voluto un finale diverso. “Deviare, sicuramente no. Come ho detto prima, Lilith lì doveva arrivare e lì è arrivata… o meglio, tornata. A volte, nel corso della narrazione, mi capitava di leggere dei commenti di persone che non capivano dove stessi andando a parare, allora ho inserito  qualche indizio, ribadendolo negli episodi successivi, e anticipato una piccola svolta narrativa”.

Progetti futuri? “Molti mi chiedono uno speciale di Gea, ma dopo aver passato un decennio sopra un personaggio, un autore ha bisogno di passare ad altro. Dopo Gea sono passato a Lilith, personaggio solitario e poco simpatico, affidando la parte comica alla sua spalla, lo Scuro. Gea e Lilith, per il momento, dormono quindi il sonno dei giusti, anche se una storia a colori del mondo post catastrofe di Gea sarebbe una bella sfida. Ora sono al lavoro su una storiella di Groucho – un tantino sopra le righe – dove mi sono abbastanza lasciato andare. In programma c’è poi una mia avventura di Dragonero, all’interno della saga delle Regine Nere – una storia di draghi! Si è creata l’occasione per disegnarla e non mi sono fatto pregare – e poi, chissà? La quarta di copertina dell’ultimo albo di Lilith illustra una manciata di personaggi che scalpitano per arrivare sulla pagina. Vedremo”.

Gian Nicola Pittalis