Quando il Maestro dell’Orrore incontra l’Indagatore dell’Incubo

Dario Argento firmerà una storia di Dylan Dog

Un maestro di orrori che incontra chi li combatte. La grande sfida è stata lanciata ed annunciata da Roberto Recchioni: Dario Argento firmerà una storia di Dylan Dog. Argento, che sta presentandoin giro per l’Italia la versione restaurata di Suspiria, ha già avuto esperienza con il mondo dei fumetti. Negli anni ’90 Edizioni Scorpio pubblicò la serie Dario Argento presenta: Profondo rosso, un’antologia mensile di storie brevi a tema horror. Più di recente il regista ha firmato l’introduzione al volume Splatter.

Al momento non è noto alcun dettaglio sulla storia scritta da Argento, ma per certo non ne rimarremo delusi.

Per scrivere Dylan DogTiziano Sclavi ha attinto a diverse fonti di ispirazione, tra queste anche l’immaginario horror di Argento, comparso nel quinto albo della serie: Gli uccisori.

Mentre per festeggiare i 40 anni dall’uscita torna al cinema restaurato con la spettacolarità del 4k. Suspiria, il capolavoro del maestro del brivido italiano Dario Argento, torna sul grande schermo come evento speciale per tre giorni, 30-31 gennaio e 1 febbraio 2017, distribuito da QMI/Stardust.

Il film è uno dei titoli di pregio della library Videa che, a 40 anni dalla prima uscita cinema, ha deciso di restaurarlo in 4K partendo dal negativo, operazione che ha permesso di preservarne la qualità originale.

Grazie a questa nuova versione restaurata in 4k, l’emozione sarà fortissima. Non vedo l’ora di vederlo in sala, col pubblico, con tutti i giovani che lo guarderanno per la prima volta… Oggi c’è ancora bisogno di aver paura al cinema, la paura è catartica, io lo so. Risveglia l’anima dello spettatore e colpisce il suo inconscio. – dichiara Dario Argento – La pratica del restauro nel cinema è molto importante per le nuove generazioni”. Il restauro è stato operato dal laboratorio tedesco TLEFilms Film Restoration & Preservation Services, partendo dalla pellicola originale. I 35 mm, danneggiati in varie parti da lacerazioni, graffi e macchie, sono stati attentamente corretti in maniera digitale. Il film è stato girato con negativi EastmanColor ed è stata l’ultima grande produzione di questo genere ad aver usato il processo Technicolor Dye Transfer.

Tra le curiosità dell’operazione anche la creazione del font Suspiria da parte della società LVR Digital di Roma, che ha curato invece il rifacimento dei titoli. Dopo aver acquisito i fotogrammi originali dei titoli di testa del film è stato ricostruito, attraverso una tecnica di maschere grafiche, un alfabeto parziale. Successivamente, i titoli sono stati riscritti sul master restaurato andando a recuperare quelle posizioni originali volute dal regista.

Gian Nicola Pittalis