Paolo Di Orazio, icona Splatterpunk

Paolo di Orazio nel 1986 curò le famose riviste Splatter e Mostri e nel 1989 pubblicò il libro di racconti Primi Delitti, libro che inaugurò lo splatter italiano con 12mila copie vendute, tacciato dal parlamento di istigazione a delinquere. Questo fu il suo esordio.

Nel preparare una intervista a Paolo Di Orazio sono più volte incappato in una sorta di fatale impasse perché il suo campo d’azione è talmente vasto che finivo sempre col perdermi nel dedalo della sua multiforme produzione.

PDO scrive fumetti che segnano la storia del fumetto italiano, è musicista di successo nonché fondatore del gruppo Latte & I Suoi Derivati con Lillo e Greg, è un originalissimo illustratore, è un traduttore e anche uno scrittore di romanzi splatter punk dal talento sconcertante. Provate a leggerlo e vedrete! E a parte il fatto che saprà fare anche qualcos’altro (mi viene in mente solo adesso che ha partecipato ad un film di Natale e che negli anni ‘90 ha rifiutato un ruolo nel Bagaglino di Canale 5) Paolo Di Orazio si distingue anche sul lato umano perché è anche una gran bella persona. Per superare il blocco cui accennavo sopra ho deciso di fare alcune domande solo sulla sua attività recente partendo dall’ultimo fumetto pubblicato: “Il bambino dei Moschini n.2” disegnato dal supertalentuoso Andrea Domestici.

Grazie a Cut-Up Publishing dopo 10 anni ritorna “Il bambino dei Moschini” di cui vengono riproposti i primi due episodi e il terzo, completamente inedito. È un progetto destinato a continuare o si esaurisce con questi 3 racconti? “Tutto dipende dalla risposta di pubblico che avremo. Un progetto vale la pena produrlo se il pubblico dimostra di gradirlo”.

Artibal, il giovane protagonista, ha uno strano legame telepatico con gli insetti. Come ti è venuta l’idea di questo personaggio?  “Dagli schizzi iniziali di Andrea, che poi erano delle illustrazioni vere e proprie (tutte pubblicate sull’albo Cut-Up n.2), il personaggio dimostrava già un legame con gli insetti che gli ronzavano intorno. Andrea non aveva dato un perché, ma solo la soluzione visiva finale. L’aspetto deformed degli insetti mi ha suggerito un mondo animale mutante, che forse mi ha evocato un po’ gli X-Men, un po’ Phenomena di Dario Argento, e quindi il legame telepatico tra insetti e bambino è venuto piuttosto spontaneo”.

Dal punto di vista grafico come avete definito, tu e Andrea, lo stile della serie? Stile che si presta molto ad una versione animata alla Tim Burton, tra l’altro…“Lo stile grafico della serie lo aveva già definito tutto Andrea. Personaggi, scenario e anche il contesto ipo-tecnologico, praticamente uno steampunk negli anni Settanta, quindi senza telefonini e computer, ma con i tram, le cave di carbone, l’illuminazione degli interni un po’ industriale e un po’ a candela. Sì, assolutamente burtoniano”.

Hai scritto su un episodio di Zagor. A quando una sceneggiatura per Dylan Dog? “Non so dirti se e quando arriverà la chiamata. Naturalmente, mi piacerebbe molto”.

L’editrice Independent Legions Publishing, di cui fai parte, è fresca di “Bram Stoker Award” come migliore casa editrice di genere del 2017. l’Horror italiano torna ad essere una garanzia? Secondo te potrebbe essere l’inizio di una nuova generazione di registi horror in Italia? “In questi 30 anni di attività editoriale specializzata ho conosciuto talenti sempre nuovi. L’horror italiano è storicamente una garanzia. Per quanto riguarda la narrativa, posso dire che abbiamo un numero congruo di ottimi scrittori di livello che mi piacciono da morire. Per quanto riguarda il cinema idem. Purtroppo, tutto resta ancora nell’ambito dello sforzo produttivo in prima persona. Secondo me, se accanto al film di Natale comico venisse affiancato un film horror mainstream, in cui tutte le maestranze coinvolte vengono foraggiate e il film sparato in distribuzione, potrebbe aprirsi una nuova era ricca di talenti e contenuti. Naturalmente utopia. Lo Stoker Award, storico premio anglo-britannico per l’horror è stato il “solo” segnale di riconoscimento per una casa editrice che con l’horror fa miracoli. E di questo fatto assolutamente inedito e storico avrebbe dovuto parlare il Tg1, ma in Italia tutto tace per invidia, orgoglio, disinteresse e così via. Come parte del team della Independent Legions di Alessandro Manzetti (ormai autore pluripremiato nel mondo) non posso che esserne fiero e confermare che nel nostro territorio geografico talento c’è ma spazio no”.

“Cadaveri e polpette. Vol. 1: Buongiorno mondo… di zombi!” è il tuo ultimissimo fumetto apocalittico. A parte il fatto che sono un fanatico di Zombies e di temi apocalittici e che non vedo l’ora di leggerlo, cosa potresti dire per convincermi a NON comprarlo? “Non comprarlo perché non sono uno youtuber!”

Ok, mi hai convinto! Cosa stai facendo attualmente? “Sto traducendo in inglese il mio romanzo Vloody Mary (Coniglio editore 2011), che prenderà il titolo Dark Mary e uscirà sul mercato statunitense grazie a Independent Legions Publishing a settembre 2018”.

 

di Luca Pozza