Ritorno al paese delle ombre colorate

Il 5 maggio i Conigli Rosa tornano in edicola per tormentare nuovamente l'Indagatore dell'Incubo. Per sapere cosa aspettarsi dal Dylan Dog Color Fest n.25, l'intervista con Roberto Recchioni e una gallery di tavole in anteprima.

Jumbo, è questo il suo vero nome.
Ma tutti lo chiamano Pink Rabbit, anche se a lui non piace, perché pensa che sia una maniera razzista di definirlo. È un cartone animato e vive, assieme ai suoi degni compari, nel Paese delle Ombre Colorate, che è una sorta di Cartoonia alla Roger Rabbit (ricordate il film di Robert Zemeckis?), ma senza quei noiosi uomini di carne. Jumbo non è cattivo – per quanto di cose cattive ne faccia parecchie, almeno dal nostro punto di vista – però è curioso.

E proprio non capisce perché i carnosi se la prendano così tanto quando li colpisce con il suo gigantesco martello (o quando li fa a fettine con una motosega, o li investe con uno schiacciasassi o altre cosette del genere…). I suoi creatori sono Luigi MignaccoLuigi Piccatto e Cesare Valeri, che nell’ormai lontano 1988 hanno dato alla luce l’indimenticabile numero 24 della serie regolare di Dylan Dog“I conigli rosa uccidono”.

Dopo quel felice esordio, il temibile mangiacarote è tornato a infestare la vita dell’Indagatore dell’Incubo in più di un’occasione, ogni volta portando con sé un nuovo carico di simpatica, inquietante, micidiale follia. Per confezionare la multicromatica avventura che vi attende sulle pagine di questo ColorFest primaverile, il Nostro è riuscito a riunire due vertici del triangolo autoriale che gli ha dato la luce e, visto che c’era un posto vacante, ha convocato per l’occasione il valente colorista Sergio Algozzino.

Jumbo giura che questa è la sua ultima storia e che poi non sentiremo più parlare di lui. Ma voi davvero vi fidereste di un cartone animato?

 

 

 

 

G.N.P.

Tutte le immagini sono per gentile concessione della Sergio Bonelli Editore