Il ritorno delle Dame Nere

È da poco arrivato in libreria e fumetteria “Le Dame Nere”, il volume che raccoglie l’inizio della saga che oppone Legs e May a una pericolosa organizzazione criminale di sole donne. Per presentarlo, lasciamo la parola ad Antonio Serra.

“Le origini di Legs Weaver, formidabile poliziotta del futuro al servizio dell’Agenzia di sicurezza e vigilanza Alfa, si perdono ormai nei lontanissimi anni ’80. Inutile dire che un personaggio che si chiama Weaver di cognome vuole ricordare ai suoi lettori un’attrice, Sigourney, che ha segnato la storia del cinema con i suoi ruoli da “dura” in film come “Alien” e “Aliens”, ed è altrettanto inutile dire che Rebecca (questo è il vero nome di Legs) ne segue fedelmente le orme, incarnando lo stesso ruolo di donna indipendente, capace, autonoma, mai al servizio dell’eroe di turno”.

Chi sono le Dame nere? “Il volume “Le dame nere” raccoglie cinque albi della serie regolare di questa “eroina”, che furono pubblicati tra il 1995 e il 1998 e che hanno una forte continuità narrativa al loro interno. Legs affronta delle terribili nemiche, le Dame Nere – ispirate fondamentalmente ai cattivi di una serie televisiva giapponese a cartoni animati allora ancora in voga, “Daitarn 3” – in avventure scanzonate, piene di strizzate d’occhio al lettore di quei tempi. Fin dalla sua presentazione, il personaggio appariva sopra le righe: appassionata di armi, ironica e scavezzacollo, Legs è la controparte perfetta per il triste agente speciale Nathan NeverSergio Bonelli all’inizio non apprezzò il design di Legs, ma alla fine si convinse. Ci diede il suo okay alla pubblicazione e la scelta, visti i risultati nelle edicole e il fatto che siamo ancora qui a parlarne, si rivelò vincente”.

Cos’era Legs per lei? “Nella testa di chi scrive, Legs era un personaggio divertente, ma anche una solitaria, e fa “coppia” con Nathan proprio perché anche lui è come lei. Ma fin dall’inizio mi ero immaginato che avrebbe potuto trovare qualcuno con cui condividere la vita, qualcuno che potesse capirla e aiutarla a tirare fuori il suo vero carattere, a farla uscire dall’isolamento. Ecco quindi entrare in scena May Frayn,  procace bellezza che nasconde sotto le forme prorompenti una ladra professionista di opere d’arte (per quanto “sui generis”), una cultura non indifferente e un coraggio senza pari. La “vera” origine di May (e delle di lei sorelle April e July), come è facile immaginare, è nel fumetto giapponese “Occhi di gatto”, scritto e disegnato da Tsukasa Hojo nell’ormai lontano 1983. Ma non solo: l’omosessualità di Legs, decisa a tavolino tra le caratteristiche innovative del personaggio, secondo me andava raccontata nella quotidianità, giorno dopo giorno. E così, trovai nella maggiore delle tre sorelle quella che mi appariva come la “persona giusta” per realizzare questo progetto. Arrivata May, per me la strada del personaggio era tutta, come si dice, in discesa…”

Gian Nicola Pittalis in collaborazione con Sergio Bonelli Editore a cui vanno i credits delle immagini