Tex Willer, i segreti che pochi conoscono

Terzo e ultimo appuntamento con il "Re " dei Rangers.

In questa terza parte di “Curiosità nel mondo del fumetto…” vado a chiudere il discorso su Tex iniziato un paio di settimane fa. Quindi… TEX WILLER!

Ormai si è capito che Galep con i suoi disegnini – destinati ad alcuni amici intimi o a qualche appassionato-  si divertiva un mondo a prendersi gioco del mito di Tex. Ho detto mondo? Forse sarebbe più corretto parlare di Nuovo Mondo, l’America scoperta da Cristoforo Colombo! Chissà se l’occasione dell’incontro tra Tex e l’esploratore genovese era stata offerta da una mostra. Quel che è certo è che Galep era ligure di adozione…

… in particolare Aurelio Galleppini abitava a Recco, cittadina che nel 1988 dedicò una mostra a Tex dal titolo “Tex e il potere – un quarantenne nel West”. Di seguito la copertina del catalogo e una illustrazione interna…

Il volto del Tex di Galep è un enigma (specialmente del Galep più maturo); è quasi impossibile disegnarlo uguale senza correre il rischio di farlo bruttarello. Solo a Galep veniva bene, e forse per rendere più facile il compito a chi volesse disegnarlo come l’originale ecco che Galep ci mostra come fare…

Parlando di facce strane ecco una copertina in cui Tex è praticamente irriconoscibile, il che dimostra che lo stesso Galep non aveva le idee molto chiare nei primi tempi!

Per fortuna abbiamo a disposizione una carta di identità (italiana!) che non ammette dubbi sulle sue sembianze! Sembianze che nella pagina qui sotto “Tex by night” (pubblicata nell’agenda/libro Smemoranda nel 1993) sono messe a dura prova da una infuriata mogliettina indiana!

Chissà se la prematura vedovanza non abbia consentito al ranger una libertà di azione che altrimenti si sarebbe sognato! Eccolo senza briglie lanciarsi come un novello Tarzan (o Zagor!) da una liana all’altra… sempre opera di Galep!

Ho parlato di Zagor? Ecco Tex che ce lo presenta!

I due devono essere piuttosto amici se dobbiamo credere a questo disegno di Ferri Gallieno…

 

Tex e Zagor si sono mai incontrati? Sì, è accaduto in un albo di Ken Parker degli anni ’70: “Uomini, bestie ed eroi”. L’incontro per certi versi non è mai avvenuto dato che i due si sono limitati a frequentare lo stesso saloon di Dodge City senza tuttavia avere un contatto diretto. Per la cronaca, oltre a loro, nello stesso saloon erano presenti i tre pards di Tex (pard è un abbreviativo di partner, cioè amico, socio), Larry Yuma, il Piccolo Ranger e altre star del fumetto!

Più recentemente il disegnatore serbo Bane Kerac ha fatto rincontrare Tex e Zagor in una parodia in cui il povero Carson si trasforma in uno zombie…

Stranezze… In un disegno di Sergio Tarquinio ecco che Carson salta in groppa alla scopa di una strega per darsi alla pazza gioia (chissà perché poi) …

 

Erano i tempi di Supergulp e Galep, appassionato di animazione, realizzò da solo i rodovetri per un breve “cartone animato” realizzato in Super8, una cavalcata di Tex che fino a qualche tempo fa si poteva vedere su Youtube.

Le copertine inedite di Tex! Ne ho già parlato la scorsa settimana… eccone delle altre…

Gli albi di Tex sono stati sottoposti a ripetute censure che riguardavano sia il linguaggio usato che i disegni. Accade così che a seconda dell’edizione che si sta leggendo possa capitare qualche imprevisto come al povero Gentry che si vede trafiggere da tutte le parti!

C’è stato un periodo in cui le strisce di Tex costavano 30 Lire! Ecco come il ranger si autopromuoveva per invogliare i ragazzini a spendere una tale fortuna!

Le avventure di Tex sono disegnate, ma c’è una fase della produzione delle strisce in cui i disegni non sono ancora stati realizzati. Ecco un paio di pagine di sceneggiature scritte da Gianluigi Bonelli prima di essere consegnate a Galep. La seconda pagina è seguita dalla tavola definitiva di Galep (la qualità dell’immagine è scadente purtroppo)…

Del suo personaggio Gianluigi Bonelli progettava di fare un film (mai fatto, anni dopo sarà Duccio Tessari a farne uno senza però avvalersi della collaborazione della casa editrice) tanto che nei primi anni Settanta ne aveva scritto la sceneggiatura. La storia scelta da Gianluigi Bonelli per essere trasformata in una pellicola cinematografica era quella dell’avventura dal titolo “Fort Defiance” e “Il giuramento”, pubblicata nel Tex gigante 103/106 del 1969. La sceneggiatura non è solo composta dal testo scritto, ma è arricchita anche da disegni, note, appunti e foto che la rendono un pezzo unico e speciale per i collezionisti. La sceneggiatura è stata messa all’asta dalla Galleria Little Nemo; ecco la presentazione del lotto: “l’opera contiene tutto lo sviluppo dell’inizio della storia, con personaggi Tex, Carson, Kit, Tiger Jack, Freccia Rossa, Lilyth, Fred Brennan il mandante e Tucker l’esecutore. La sceneggiatura dattiloscritta è corredata da numerose correzioni ed aggiunte autografe di Gianluigi. Per le fattezze del personaggio Bonelli sceglie la cavalleresca versione di Erio Nicolò, che appone in copertina e all’interno della sceneggiatura.” Scheda tecnica di: Tex Willer (titolo provvisorio) – Sceneggiatura cinematografica di Giovanni Luigi Bonelli (…) alcune immagini per lo storyboard stampate su carta fotografica ed applicate con lo scotch. Brossurato, copertina in cartoncino lucido, con figura di Tex applicata”…

Chi detiene il record per il maggior tempo impiegato per disegnare (senza soste) una storia di Tex? Il primato spetta a Roberto Raviola in arte Magnus che per disegnare il Texone “la valle del Terrore” ha impiegato sette lunghi anni!

Quante volte è stato ferito Tex? E quanti nemici ha ucciso? Ce lo dice Claudio Paglieri nel suo libro “Non son degno di Tex”: L’idea di scrivere il libro è venuta proprio dalla quantità di pallottole che hanno strisciato la testa di Tex. «Dopo un po’ che incappavo in questi incidenti, mi è venuto in mente di contarli», dice l’autore. Il risultato: Tex è stato colpito, in effetti, ben 78 volte. Di queste, ben 23 sono le famigerate ferite “di striscio alla testa”, con un certo equilibrio tra tempia destra e tempia sinistra (pare che il nostro eroe risparmi moltissimo di barbiere) – p. 14 del libro

Per quanto riguarda i farabutti che Tex ha spedito da “Messer Satanasso” l’ultima statistica risale al 2008, quasi 10 anni fa. All’epoca i balordi finiti sotto un metro di terra fresca erano 2783!

 

Non solo criminali incalliti, Tex ammazza stecchiti anche autentici mostri della natura. Potevano mancare i dinosauri?

 

Tex e i gadget! Sono davvero tantissimi… quelli che seguono rappresentano solo un piccolo ma curioso campionario. Per cominciare alcuni portachiavi e una cintura…

Le figurine e i trasferelli…

Tex e i fucili e le colt giocattolo…

 

Il fazzoletto di Tex!

 

Le innumerevoli agende e i diari scolastici…

 

Va citato poi “Come Tex nessuno mai”, il film-documentario, scritto e diretto da Giancarlo Soldi, che rievoca la straordinaria avventura, umana e professionale, di Sergio Bonelli, l’indimenticabile editore di Tex e di tanti altri celebri eroi di carta, ma anche il “papà” di Zagor e Mister No, firmati con il nome d’arte di Guido Nolitta. Con il dvd anche un volumetto di 64 pagine che ripropone “L’Uomo del Texas” illustrato dal grande Aurelio Galleppini…

Loredana Bertè omaggia Tex nella copertina del suo disco “Bertex”!

Tex Dynamite è un box legato al lancio della nuova collana di ristampe Tex Classic. Come apprendo da “Fumettologica” Il cofanetto – che ricorda una piccola cassa piena di dinamite – è in legno e contiene quattro versioni del primo numero della serie, “La mano rossa”, con copertina normale e tre diverse variant (vintage, argentata – con elementi in rilievo –, e “Mano rossa” – soft-touch e con elementi lucidi). All’interno ci sono anche la riproduzione anastatica del primo albo a strisce di Tex (“Il totem misterioso”, del 30 settembre 1948), la riproposizione nel formato a striscia di una storia breve di Tex del 1951 (“La banda del campesino” di G.L. Bonelli e Aurelio Galleppini), e una stampa su carta pregiata e in grande formato della prima vignetta di Tex disegnata da Galep.

Galep ci ricorda di leggere Tex ma di non trascurare i nostri amici animali. Questo mi fa pensare che, a fronte di migliaia di “cattivi” uccisi senza muovere ciglio, ogni qual volta Tex sia stato costretto ad abbattere un cavallo lo ha fatto a malincuore, con pietà, accompagnando il triste gesto con l’esclamazione “povera bestia!”

 

Sono molto gli artisti internazionali che si sono cimentati con Tex, disegnatori come Jordi Bernet, Enrique Breccia, Colin Wilson, Joe Kubert e tanti altri. Un disegnatore che è stato ad un passo dal disegnarlo ma che probabilmente non lo farà mai è Mike Deodato. I suoi studi di Tex non possono non farcelo rimpiangere…

Per finire ecco gli auguri natalizi di Gianluigi Bonelli e Aurelio Galleppini su Tex n.74 del 1966…

 

Orfano dei suoi creatori Tex continua la sua bellissima avventura con migliaia di pagine a fumetti realizzate ogni anno da un piccolo esercito di autori capitanati dal vulcanico Mauro Boselli, editor della testata. Tra i disegnatori, tutti grandi, mi piace segnalare Pasquale Frisenda, uno dei più talentuosi artisti del fumetto italiano. Lunga vita a Tex!

Luca Pozza