Un disegnatore “da calcio”

Continua sulle pagine de Il Sestante News la serie di interviste a Paolo Ongaro. Nella sua lunga carriera, cominciata a 17 anni, ha disegnato tra gli altri: Diabolik, Topolino e Martin Mystere. In questo breve ritratto (dopo aver parlato della sua innovativa idea del corso di disegno e fumetto on line), entriamo nella sua casa per scoprire insieme la sua arte e la sua grande passione per i fumetti e la pittura ma da un altro punto di vista: quello calcistico. Una passione che aveva fin da ragazzino quando alternava la china con le parate (“chissà perchè i più alti li mettono sempre in porta?” si chiede)

Forse non tutti sanno che nella sua lunga carriera Paolo si è cimentato (complici le collaborazioni con Il Gazzettino e Il Guerin Sportivo) nel fumetto calcistico dando vita a piccole perle d’arte come “Azzurri”, la storia di Juventus, Napoli, Roma, Lazio, Milan, Inter. Erano altri tempi, si parlava di Riva, Platini e Maradona e non c’è stato alcun aggiornamento. Intanto nel 2006 l’Italia vince i campionati del Mondo e mentre l’Italia seguiva col fiato sospeso le sorti della Nazionale in Brasile, Paolo è stato invitato a “WOW Spazio Fumetto” a Milano per una mostra davvero speciale dedicata ai “Mondiali di Carta”; la storia dei Mondiali di Calcio, dagli anni Trenta ad oggi, raccontata da due grandi maestri del fumetto italiano come Paolo Ongaro e Marco Rota, insieme agli ormai mitici album di figurine Panini. Grazie all’esposizione di preziosissime raccolte, provenienti da tutto il mondo, la mostra traccia un coloratissimo itinerario dal primo album dedicato al Messico ’70 ad oggi.

Emozioni legate a una foto, o come nel caso di Paolo Ongaro a una tavola di carta. Per la prima volta, infatti, sono state esposte le tavole originali delle storie che questo maestro ha disegnato per raccontare ai giovani lettori italiani la storia dei Mondiali. All’inizio degli anni Ottanta risale la prima edizione di Azzurro, scritta e disegnata da Ongaro per Guerin Sportivo e raccolta poi in volume nel 1983. Partendo dagli esordi della Nazionale nel lontano 1910 l’artista veneziano, classe ’46, unico disegnatore italiano chiamato in Cina, con lavori in Sud America, Stati Uniti e attualmente disegnatore per la Bonelli, ricostruisce la storia degli Azzurri, in tavole suggestive ed enormi, che richiamano i momenti fondanti del calcio italiano.

Ongaro ha in seguito aggiornato a più riprese la sua opera, arrivando fino ai Mondiali di Francia 1998. Le sue opere, dopo il Mondiale, troveranno esposizione in terraferma.

Con le sorelle Giussani, editrici di Diabolik, ha lavorato soltanto un anno ma, chissà perché, Ongaro è conosciuto come “quello di Diabolik”. Non che la cosa gli dia fastidio, anzi. Gli ha dato notorietà ma vorrebbe che il pubblico del fumetto allargasse il panorama visivo, rendendosi conto che il disegnatore non è soltanto quello che ha saputo magistralmente illustrare il “nero personaggio”.

<<È un piacere e un onore – racconta Ongaro – andare a Milano e vedere le mie tavole insieme alle sempiterne “figu”. In più siamo in pieno clima Mondiale. Magari mi toccherà disegnare nuove tavole datate 2018 e, ovviamente, colorate d’azzurro>>.

A.C.M.