Un grano di pepe

“Come un grano di pepe – Vita incredibile d’un grande Doge”, è il titolo di un libro che racconta in forma romanzata la storia del Doge Enrico Dandolo e della IV Crociata, che vide Venezia conquistare Zara e Bisanzio, acquisendo fama e ricchezza. L’opera di Giancarlo Crepaldi, editore Giuseppe Caracò, ha spiegato, ieri, durante la presentazione il presidente del consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, contiene alcune curiosità: alla veneranda età, Dandolo fu il Doge che guidò la IV Crociata, nella quale Venezia conquistò dapprima Zara e poi Costantinopoli, nel 1204. Proprio la IV Crociata, ha aggiunto Ciambetti, “ebbe come narratore Goffredo di Villehardouin e il  suo testo, “La Conquista di Costantinopoli’, è ancora oggi il più antico esempio di prosa narrativa in lingua francese giunto sino a noi”.

Tuttavia, questo testo non fu una cronaca nel vero senso della parola, ma una ricostruzione unilaterale, affidata a tre protagonisti,  in cui Goffredo, da buon trovatore, fece in realtà una apologia dei capi della crociata: insomma, una realtà romanzesca, per molti aspetti, ‘ante litteram’. In sostanza, ha esplicitato il presidente dell’assemblea veneta, “l’epoca si presta bene, sin da allora, ad essere panorama di sfondo di creazioni letterarie e dunque lo sforzo di Giancarlo Crepaldi si inserisce bene in un filone antico”.

In realtà, ha spiegato l’autore, “non sono nato scrittore, anzi, non avrei mai pensato di scrivere un libro. La mia famiglia è sempre stata composta da abili artigiani e agricoltori… Inizialmente, la mia idea era quella di realizzare un film che raccontasse la storia del Doge Dandolo e della IV Crociata”. Alla fine, ha confessato Giancarlo Crepaldi “accettando anche i consigli di persone fidate, ho deciso di tradurre in parole le immagini cinematografiche che scorrevano nella mia mente”.

Così è nato il libro, che in realtà prende origine molto tempo prima, “da quando, bambino di sei o sette anni che viveva in campagna, visitai per la prima volta Venezia e ne rimasi stregato”. Perché “Come un grano di pepe”? La Serenissima Repubblica “pur di piccole dimensioni geografiche, era forte e solida come un grano di pepe, capace di fronteggiare alla pari soverchianti potenze straniere e di cambiare il corso della Storia. Nella mia opera, ho cercato di esaltare la bellezza e la storia secolare di Venezia, ricambiando così quelle emozioni che il capoluogo veneto ha saputo regalarmi fin da piccolo”.

Giorgio Gasco