Un libro sul più giovane capitano della storia della nazionale, Bruno Nicolè

“Bruno Nicolè. Ho amato lo sport e ho scelto il calcio, ho amato il calcio e ho scelto lo sport”, di Fabio Nicolè, edito da Berica Editrice, racconta la storia di una carriera calcistica cominciata nella provincia padovana e arrivata ai livelli più alti cui un calciatore possa ambire. A raccontarla è Fabio Nicolè, figlio di Bruno Nicolè, fortissima ala della Juventus “della Prima Stella” e più giovane capitano della Nazionale della storia. Fabio si mette letteralmente nei panni del padre e racconta in prima persona le vicende che hanno portato Bruno dal calcio giovanile alla serie A.

Ma non è semplicemente un libro sul calcio. Con la storia di Bruno possiamo rivivere anche la storia del nostro paese. Una memoria che merita di essere rivissuta e ricordata anche attraverso gli occhi di un giovane ragazzo veneto che si ritrova catapultato nel calcio che conta.

E non è semplicemente un libro su un calciatore perché Bruno non è semplicemente un calciatore. La sua passione per lo sport lo porta a ricoprire, troppo prematuramente, il ruolo di professore di educazione fisica alle scuole medie e superiori con assoluta dedizione, come evidenzia il sottotitolo “…ho amato il calcio e ho scelto lo sport”.

…il maggior numero di messaggi dai lettori mi arrivò per Nicolè. “Non sapevamo la storia”. “Sembra incredibile”. “Intelligente e sfortunato”. Cose così. Intelligente si, sfortunato forse. Quando ci siamo incontrati, Nicolè mi è sembrato un uomo sereno. Dal cacio poteva avere di più, uno che a 18 anni, dopo i due gol alla Francia a Colombres, Gianni Brera aveva paragonato a Silvio Piola. “Due gol e un palo”, precisò Nicolè, segno che non aveva dimenticato nulla. A intelligente e sfortunato aggiungerei un altro aggettivo: sensibile.

Basterebbe questo estratto della prefazione firmata dall’inarrivabile Gianni Mura per riassumere il motivo per il quale questo libro non è la biografia qualunque di un giocatore qualunque.

G.Nov.