All Blacks, psicologi, depressione e guarigione: un ottobre fuori dall’ordinario in Veneto

Sport e Psicologia a braccetto

Sir John Kirwan è una leggenda dello sport. È stato capitano degli All Blacks – la nazionale di rugby neozelandese – con cui ha vinto anche un campionato del mondo, giocatore dalla carriera lunghissima e ricca di successi. In seguito ha allenato squadre di tutto il mondo, tra cui anche la nazionale italiana.  Sir John ha anche scritto un libro, autobiografico. Il titolo è “All Blacks don’t cry”, gli All Blacks non piangono, nel quale parla del proprio percorso dalla malattia, la depressione, alla guarigione. Si tratta di una testimonianza tanto rara quanto importante: un giocatore di così alto livello, di uno sport spesso identificato con la mascolinità come il rugby, che racconta apertamente di aver sofferto di depressione e di essere guarito. La depressione, spesso è poco e mal conosciuta. Capita che venga associata con la debolezza della persona, con una scarsa volontà di fare, di adempiere ai propri doveri, con problemi caratteriali o pigrizia. Altre volte viene identificata come un male che non può essere curato, da cui non si esce, che getta uno stigma indelebile su chi ne soffre: quello del pazzo. Questi concetti sono sbagliati, ma non è semplice superarli. In questa prospettiva la testimonianza di uno sportivo del livello di Sir John è fondamentale: una storia di recupero della salute da parte di una persona che nella vita ha avuto sempre – e tuttora ha – un grandissimo successo, e ha sofferto per un periodo della sua vita di depressione. Inoltre, questa testimonianza è carica di umanità, semplicità e anche umorismo. Sono le frasi più semplici che colpiscono, quelle che John ripete anche nelle conversazioni private e nelle presentazioni pubbliche. “Se ho un infortunio muscolare non sono debole, mi sono infortunato. Se ho la depressione non sono debole, ho una malattia. Per l’infortunio c’è la fisioterapia, per la depressione c’è la psicoterapia”. “Quando ho l’influenza vado in farmacia e compro uno sciroppo, perché se vado dallo psicologo devo parcheggiare distante dal suo studio e cercare di raggiungerlo senza farmi vedere?”. “Avrei potuto fare molto di più come giocatore se avessi saputo prima che potevo essere curato”. Sir John Kirwan terrà due incontri in Veneto: uno per il pubblico a Treviso, in occasione del Festival Carta Carbone, il 22 ottobre, nel quale parlerà del suo libro. Invito tutti ad andare a sentirlo perché si tratta di una splendida esperienza. Quello che a me sta più a cuore, però, è un evento riservato agli psicologi il 19 ottobre a Padova. Sarà un’occasione nella quale i professionisti della salute mentale della nostra regione si confronteranno con un testimonial dell’utilità della loro professione, con un divulgatore che ha raccontato la depressione e la guarigione, con uno dei principali consulente del Ministero della Salute neozelandese in tema di salute mentale. Queste sono occasioni di integrazione, crescita, e cultura che poi hanno ricadute concrete sul territorio, sui professionisti e poi sui loro pazienti/utenti. Il messaggio che non solo i divulgatori di livello globale come Sir John Kirwan, ma anche gli psicologi, i giornali e tutti coloro che si sono interessati di tematiche legate alla salute mentale è che la depressione, ma anche una più ampia serie di condizioni o disagi mentali, sono malattie da cui ci si può curare o condizioni naturali dell’essere umano che possono essere gestite con serenità, pensiamo ad esempio allo stress. In questo modo, da una parte si potrà evitare di escludere dalla società, da una vita attiva e soddisfacente, tutti coloro che abbiano sofferto per un periodo di disagi psicologici, dall’altra si potrà fare una comunicazione meno preoccupante delle attività volte alla prevenzione e alla promozione della salute, con un beneficio per tutti.

Alessandro De Carlo, Presidente Ordine degli Psicologi del Veneto

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