Approvata in Consiglio Regionale Veneto la risoluzione sui PFas

REGIONE VENETO. Emergenza Pfas, Guarda (AMP), Fracasso e Zanoni (PD): “Grazie alle nostre proposte, la risoluzione completa il lavoro della Commissione d’inchiesta e fissa impegni importanti per la Regione sul versante della bonifica, sanitario e dell’informazione”

“Con questa risoluzione completiamo il lavoro della Commissione d’inchiesta. Tra le molte proposte avanzate, mettiamo anzitutto un punto fermo, un impegno solenne: l’assunzione, da parte della Regione del ruolo di coordinamento nel completamento dell’indagine per la caratterizzazione e la bonifica del sito della Miteni a Trissino, per arrivare finalmente a risolvere l’emergenza Pfas in Veneto. Un documento che permetterà di colmare diverse lacune della relazione, grazie all’accoglimento di gran parte delle nostre richieste”.

È quanto dichiarano la consigliera Cristina Guarda (AMP) insieme al capogruppo del PD Stefano Fracasso e al consigliere dem Andrea Zanoni dopo il doppio voto su relazione, su cui i due gruppi hanno espresso parere contrario, e risoluzione, approvata invece all’unanimità.

“La relazione è ricca di dati e contributi utili, ma non c’è stato da parte della Commissione uno sforzo sufficiente per darne una lettura critica, evidenziando le manchevolezze emerse in questi anni. È stato fatto tutto il possibile? Tempestivamente e mobilitando ogni strumento? Queste le domande a cui la relazione non dà risposta ed era invece quello che si attendevano i cittadini. Tuttavia apprezziamo l’approvazione della risoluzione, che fissa finalmente una serie di misure concrete per affrontare una pagina così drammatica. Oltre al ruolo di coordinamento – spiegano – si impegna la Giunta a predisporre in tempi rapidi, in stretta collaborazione con i consorzi di bonifica, il piano irriguo necessario per garantire l’adeguata portata  d’acqua priva di Pfas al settore agricolo. Sono poi previsti lo stanziamento di adeguate risorse, umane e strumentali, ad Arpav, per eseguire analisi sulle cosiddette sostanze chimiche emergenti, solitamente non oggetto di controllo e la redazione di un piano regionale per la sostituzione dei Pfas nelle produzioni, anche attraverso un accompagnamento tecnico delle aziende”.

La risoluzione interviene poi sul versante sanitario, con precisi impegni per l’estensione di screening e sorveglianza ad ogni fascia di età e ampliando la zona rossa. “Tra le misure c’è pure la  presa in carico dei soggetti esposti ai Pfas con percorsi sperimentali coordinati con l’Istituto superiore di sanità”.

Infine l’aspetto informativo, già sollecitato in passato dagli stessi consiglieri di opposizione: “La richiesta che venga diffuso un vademecum, utile strumento di prevenzione, e la predisposizione di un Report semestrale della spesa pubblica, complessiva, sostenuta dallo Stato, dalla Regione e dagli enti gestori. Su temi così delicati deve esserci la massima trasparenza, fattore fondamentale per recuperare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni”.

Sara Zanferrari