Cannabis: da droga a terapia

La cannabis è considerata una droga ma può essere utilizzata a scopo terapeutico

Dottor Ragazzi da quanto la cannabis è usata a scopo terapeutico? “Ormai sono circa 5 anni che viene usata a scopo terapeutico per patologie quali dolori di tipo neuropatico (sclerosi multipla), nausee e vomito da chemioterapia, stimolazione per la fame dei malati di Aids, ma anche epilessia o sindromi ansiose. Quindi in genere per le patologie che non rispondono alle cure “normali””

Qual è la situazione in Veneto? “In Venento solo una serie limitata di patologie e solo nelle strutture ospedaliere seguiti dallo specialista tramite un piano terapeutico, la cannabis può essere utilizzata. In Regione solo per dolori cronici legati a  malattie come la sclerosi o la lesione del midollo spinale, dolore neuropatico cronico o sul paziente oncologico. E il paziente non dovrebbe pagare nemmeno il ticket. Mentre la cannabis è disponibile nelle farmacie ed è allestibile per preparazioni magistrali dal 2013. Può essere somministrata per via inalatoria con apposito inalatore o per via orale.”

Un medico privato può prescriverla per le patologie? “Si certo. Ma solo se il paziente va in ospedale non paga. Se si rivolge al farmacista ovviamente esiste un costo ma ci si può rivolgere alla farmacia in ogni modo in quanto la la cannabis è prescrivibile da qualsiasi medico motivando la prescrizione anche senza piano terapeutico”.

C’è una legge nazionale? “No ogni regione legifera per conto suo, la più avanzata, ad oggi, è la Toscana”.

Da dove proviene la cannabis? “Inizialmente dall’Olanda e da pochissimo viene coltivata anche in Italia dallo Stabilimento Militare Farmaceutico di Firenze. Esistono due varietà: FM2 molto vicina a quella olandese, l’altra l’FM19 dovuta alla quantità di THC (il principio attivo tetraidrocannabinolo) anche questo ricalcato sul modello olandese. Ora in Italia si va anti solo con l’FM2 perché i risultati sull’FM19 non sono stati quelli sperati. Il servizio pubblico è obbligato a erogare per prima quella italiana e solo in casi estremi quella olandese”.

Quanto conta la galenica, ossia la preparazione di farmaci e rimedi a partire da droghe grezze o sostanze chimiche, allestiti proprio dal farmacista nel laboratorio della farmacia? “È una delle cose più importanti. Nella preparazione che si fa in farmacia conta il lavoro del farmacista e se si seguisse alla lettera l’indicazione del ministero non si otterrebbe un ottimale uso dei cannabinoide ma solo un’estrazione minima di cannabis. Quindi il lavoro del farmacista è importantissimo e con particolari accorgimenti si potrebbe produrre un prodotto migliore. Ad esempio, nel nostro laboratorio, in due anni di esperienza abbiamo messo a punto la cannabis micronizzata in capsule apribili per tisana, la cannabis micronizzata e decarbossilata in capsule da  deglutire intere e cannabis in olio di oliva secondo un procedimernto messo a punto nel nostro laboratorio che consente un’estrazione pressoché totale dei cannabinoidi. Questo secondo anche il decreto del 9/11/2015. ”.

Dottori Dario e Renzo Ragazzi

foto