Infarto. Un rischio se non lo si previene

Il Prof. Guerrino Zuin da alcuni consigli su come prevenirlo

Prevenire è meglio che curare e questo vale anche per l’infarto. Saperlo prevenire, individuarne i sintomi può fare la differenza tra la vita e la morte. L’infarto, soprattutto se non preso in tempo, è, nella maggior parte dei casi mortale ed è la prima causa di morte nel nostro Paese. Guerrino Zuin, responsabile di Terapia Intensiva di Cardiologia presso l’Ospedale all’Angelo di Mestre  è uno dei massimi esperti di cardiologia d’Italia e ci offre il suo punto di vista.

Il cuore è un muscolo cavo che si contrae e si rilascia in continuazione e funzione come una pompa che assicura la circolazione del sangue al nostro organismo.Come tutti gli organi ha bisogno di ossigeno e sostanze nutritive che gli arrivano attraverso vasi chiamati coronarie che decorrono sulla sue superficie. Sono condotti di tre millimetri che possono andare incontro ad un incremento dello spessore della parete con la formazione di incrostazioni per deposito di grasso, cellule, calcio che vanno a formare la cosiddetta placca ateromasica. La placca produce un progressivo restringimento del lume delle coronarie fino alla loro occlusione che in particolari circostanze può avvenire improvvisamente per una trombosi  (coagulo o grumo di sangue). Quando ciò si verifica una certa quantità di cellule muscolari incominciano a soffrire e se l’occlusione dura più di venti minuti, progressivamente vanno incontro a morte. La morte di queste cellule si chiama infarto. I sintomi da non  sottovalutare sono molto caratteristici  ed occorre saperli riconoscere per attivare immediatamente il sistema di emergenza 118 per fare la diagnosi ed iniziare le cure nel più breve tempo possibile.  Un senso di oppressione, un peso, una costrizione dolorosa al centro del petto che dura alcuni minuti anche se può avere delle interruzioni. Il dolore può essere irradiato ad altre sedi, in particolare un senso di pesantezza ad una o entrambe le braccia, per lo più a sinistra con formicolio sul lato ulnare  fino al mignolo (interno) del braccio. A volte il dolore può presentarsi alle spalle, al dorso, alla mandibola o allo stomaco. I sintomi di accompagnamento sono legati all’ansia con respiro frequente, superficiale e corto, nausea, sudorazione fredda, vertigini e senso di mancamento. Quando questi disturbi durano più di 5-10 minuti è indispensabile attivare il 118.  Questo permette di essere soccorsi e curati nel modo migliore e nel più breve tempo possibile, riducendo il rischio di avere talora aritmie gravi e mortali.

In caso di sintomi che fanno pensare ad un infarto e che perdurano per più di 5-10 minuti anche se in modo intermittente, occorre chiamare o far chiamare il 118.  Non si devono somministrare farmaci di alcun genere a meno che non vi sia una precedente indicazione da parte del medico curante.Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte nel nostro paese. Quasi il 46 % del totale dei decessi è a carico delle malattie del cuore o dei vasi.  Tra queste la malattia coronarica che comprende l’infarto è in assoluto la prima causa di morte .

L’incremento delle malattie cardiovascolari è dovuto sostanzialmente alle diffuse modificazioni del tradizionale stile di vita mediterraneo. Hanno un’origine multifattoriale con diversi elementi che interagiscono ad aumentare il rischio di  un evento cardiovascolare.  Tra i vari fattori ricordiamo quelli  non modificabili come l’età, il sesso e la familiarità . Tra i fattori modificabili vi è l’abitudine al fumo, l’alimentazione eccessiva e la vita sedentaria; a questi si associano l’ipertensione, il diabete mellito, le dislipidemie, lo stress. L’insieme di questi fattori vengono chiamati fattori di rischio e contribuiscono a delineare in ognuno di noi il rischio di andare incontro in un determinato periodo ad un evento cardiovascolare. La prevenzione si fa quindi con il controllo stretto dei fattori di rischio.

Prof. Guerrino Zuin

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