Medici in Veneto e ricetta elettronica

Promemoria non tutela la privacy

«La dematerializzazione non crea problemi di privacy né scomodità ai cittadini, che in Veneto sono tutti soddisfatti, e anche i farmacisti lo sono, tra quelli che hanno aderito». In tempi di sperimentazione dell’abolizione del promemoria in regione, il segretario Fimmg veneto Domenico Crisarà sottolinea un distinguo tra la realtà che osserva e le preoccupazioni espresse anche di recente da Federfarma sulla tutela dei dati personali dei cittadini.
Richiamando un position paper firmato in Umbria da Federfarma e da Fimmg, la newsletter del sindacato dei farmacisti ha ricordato come alcuni medici di famiglia anziché stampare il promemoria relativo alle ricette lo farebbero pervenire in farmacia via email. Lo stesso Garante, ripreso da Federfarma, nella relazione dell’anno scorso ha ricordato come “allo stato le modalità alternative alla stampa del promemoria cartaceo non sono state ancora individuate”.
Ogni alternativa va concordata con l’Authority. E in effetti, Regioni e Province autonome che hanno intrapreso la de materializzazione totale (Trentino e Veneto) stanno lavorando con il Garante. Ma -per quanto riguarda il Veneto- le argomentazioni contro il processo di de materializzazione non convincon. «In tutte le Ulss venete il progetto “Ecofarmacie”, sperimentato in circa 400 esercizi sui 1300 presenti, sta crescendo e consente ai medici di famiglia aderenti di non rilasciare il promemoria: il paziente si reca in farmacia con la tessera sanitaria o con un’app da dove è possibile aprire la prescrizione sul videoterminale del farmacista di fiducia e quest’ultimo dispensa il medicinale». La privacy è a rischio? «Siamo d’accordo che il medico non può mandare le ricette per e-mail, ci mancherebbe, ma qui si parla di una architettura informatica protetta. Che offre vantaggi tangibili. Il paziente cronico fruisce della ripetizione senza necessariamente recarsi dal suo medico né il giorno dopo fare la fila per ritirarla, va direttamente nella farmacia di sua fiducia, un meccanismo che favorisce pari opportunità di sviluppo per le farmacie.

Addio ai timori prospettati all’indomani della nascita delle prime medicine di gruppo con 8-10 medici, quando i sindacati delle farmacie erano spaventati dalla possibilità che si avvantaggiasse la farmacia “fisicamente” più vicina. Inoltre, chi si reca in un’altra regione presentando la tessera si vede dispensato il farmaco e se è paziente cronico ottiene le medicine semplicemente chiamando il suo medico di famiglia».
I farmacisti che aderiscono alla sperimentazione in Veneto leggono solo i dati delle prescrizioni attive; il rischio si pone se si prescrivono due farmaci per cronicità diverse a un paziente abituato ad andare in farmacie differenti, perché magari non vuole che un farmacista dei due sappia la sua patologia. In tal caso però, se il paziente ha detto sì al suo medico affinché tratti i dati de materializzati, quel sì è “omnicomprensivo”».

Dott. Lucio Zanetti