Altro inquinante della famiglia Pfas: il NO dei Consiglieri e delle Mamme NO PFAS

VICENZA. Miteni, trovato altro inquinante della famiglia Pfas. Grave l’autorizzazione a lavorare rifiuti tossici e il ritardo nella comunicazione da parte della Regione.

“Adesso su chi scaricherà la colpa Miteni? Il GenX, altro inquinante della famiglia Pfas, sarà l’ultimo o il primo di una lunga serie?”. Le due domande sono dei consiglieri Andrea Zanoni (PD) e Cristina Guarda (Lista AMP) a proposito del nuovo caso che coinvolge la ditta di Trissino e anche Palazzo Balbi visto che l’autorizzazione a ‘lavorare’ rifiuti tossici dall’Olanda è arrivata da un dirigente della Regione. Un caso che è finito dritto in Procura, mentre i due esponenti di opposizione annunciano la presentazione di un’interrogazione.

“Finora Miteni ha sempre puntato il dito sui precedenti proprietari e sulla responsabilità dei distretti industriali, quindi attendiamo nuovi contro-comunicati post sponsorizzati sui social per cercare giustificazioni ‘sull’1% dell’inquinamento’. Crediamo che debba essere obbligata a fornire l’elenco di tutte le sostanze che produce, ha prodotto e sversato, in modo che vengano fatte analisi complete sulla loro presenza nell’acqua”.

Ma i due consiglieri non risparmiano critiche alla Regione: “Ringraziamo le istituzioni olandesi per la comunicazione: già da qualche anno stanno studiando il problema GenX nella contaminazione della falda e della loro acqua pubblica, rimaniamo invece allibiti dal comportamento della Regione, che si è svegliata solo tre mesi dopo aver ricevuto la lettera, senza darne comunicazione. Ma, prima ancora, è gravissimo il cortocircuito che ha portato a dare il via libera, mentre si sbandiera l’obiettivo Pfas Zero: non ci si può liquidare tutto come mera ratifica di una scelta della Conferenza dei servizi, è prendere in giro la gente. Sui Pfas c’è sempre stata una sottovalutazione del problema, basti pensare ai quattro anni di ritardo per attivare misure per nuovi acquedotti e in favore dell’agricoltura. E anche sul fronte-comunicazione le cose non sono andate diversamente: la Regione ha tardato a informare su aspetti cruciali, come le note del Istituto superiore della Sanità del 2013, quelle del 2016 su scarichi industriali, sui dossier relativi alle patologie neonatali e materne. Non è il modo migliore per alimentare la sfiducia nelle istituzioni e, soprattutto, tutelare la salute pubblica”.

“Già in passato – continuano Guarda e Zanoni – avevamo chiesto ricerche più approfondite sui Pfas ‘emergenti’. La preoccupazione va soprattutto sui filtri a carbone, le Bat, ovvero le migliori tecnologie disponibili che sono state scelte per depurare la nostra acqua ma che, a quanto si apprende, sarebbero insufficienti per valori alti più alti del 10 nanogrammi per litro del GenX e le prime analisi evidenziano concentrazioni comprese tra 25 e 40. Al momento non possiamo fare altro che attendere, speriamo in tempi brevi, il quadro completo dei prelievi effettuati nelle acque dentro e fuori l’area della Miteni e vedere fin dove è arrivata questa nuova sostanza, sversata fin dal 2012”.

Anche il Comitato “Mamme NoPfas , Genitori attivi- area contaminata” lancia il grido di allarme: “Dopo oltre un anno e mezzo di battaglie per la nostra acqua è giunto il momento di gridare a gran voce che il tempo delle attese è finito!”

“Di fronte alla terribile ed inquietante notizia che Miteni è stata autorizzata da un dirigente regionale, fin dal 2014 a lavorare e sversare in acqua sostanze equivalenti ai PFOA, denominati GENX, provenienti dall’Olanda – continuano le Mamme no PFAS –   possiamo affermare con certezza che, non solo sono mancati i dovuti e necessari controlli ma, cosa ancor più grave, IN PIENA EMERGENZA PFAS, Miteni è stata autorizzata a lavorare questo agente contaminante chiamato GenX , utilizzato dall’industria in sostituzione dei PFOA!”

“Noi abbiamo sempre sostenuto che il disastro ambientale provocato dall’inquinamento da PFAS fosse già di per sé terribile in quanto ha avvelenato i nostri figli, ma  apprendere che potrebbero essere stati autorizzati anche altri veleni ci fa infuriare d ora vogliamo risposte!  Chiediamo alla Procura  L’IMMEDIATO E DEFINITIVO SEQUESTRO di Miteni, nonché azioni esemplari nei confronti di chi ha approvato dapprima e taciuto poi la lavorazione da parte di Miteni di residui tossici contenenti GenX, permettendole addirittura lo sversamento!

Sara Zanferrari