Il mondo ricorda i bimbi nati prematuri, oggi ospedali dell’Ulss 13 illuminati di viola

Una notte in viola

Ospedali di Dolo, Mirano e Noale illuminati di viola questo pomeriggio, dopo il tramonto, in occasione della Giornale mondiale della prematurità. Così l’Ulss 13 e dell’Associazione di genitori di bambini prematuri “Il Pulcino” di Padova richiamano l’attenzione sulle nascite premature. Anche lo squero di Dolo e alcune parti della piazza di Mirano, i due comuni dell’Ulss in cui esistono servizi di patologia neonatale, si tingeranno di viola, il colore della campagna di sensibilizzazione. Un segnale di attenzione e testimonianza: in Italia, dei 560 parti che ci sono ogni giorno, il 7-8% avviene prima del termine naturale della gravidanza e l’1% prima della trentaduesima settimana, ovvero il settimo mese di gestazione. E il fenomeno risulta in aumento. La cause delle sempre più numerose nascite premature sono legate a problemi del feto, della placenta, a malattie della mamma e altri problemi che intervengono nel corso della gravidanza. «Nella nostra Ulss», spiega il direttore generale Giuseppe Dal Ben, «abbiamo registrato 117 nascite premature su 1700 parti nel 2015. Il prematuro è un bambino che, essendo nato prima del termine, non ha sviluppato tutte le sue capacità funzionali respiratorie, cardiache, intestinali, endocrine e cerebrali. E quindi ha un estremo bisogno di supporto nei primi giorni e settimane di vita. Per questo il nostro impegno nella dotazione di strumenti all’avanguardia e di potenziamento delle due patologie neonatali di Dolo e Mirano è massimo. Ai nostri sforzi si aggiungono anche quelli di tante associazioni presenti sul territorio, che non fanno mai mancare il proprio sostegno grazie a donazioni di apparecchiature». «Siamo ormai attrezzati», aggiunge il primario dell’Unità operativa di Pediatria della Ulss 13, Luca Vecchiato, «per assistere bimbi prematuri nati dopo la trentaduesima settimana o sopra il chilo e mezzo di peso. Tra culle termiche, ventilatori di ultima generazione capaci di trattare le insufficienze respiratorie dei nuovi nati anche nelle fasi più acute, monitor e lampade per la fototerapia per i casi di ittero (solo per citare alcuni dei nuovi presìdi a nostra disposizione) abbiamo potuto ridurre i trasferimenti a Padova dell’80%. Ciò significa che la grande maggioranza dei bambini che nasce prematura può essere trattenuta e assistita qui, limitando ai casi più gravi l’invio in altre aziende sanitarie. Giornate come quella di oggi servono proprio per ricordare ai nostri cittadini, alle famiglie, ai genitori, il nostro impegno per rendere sempre più sicura e qualificata la nostra sanità».

di Filippo De Gaspari

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