Ospedale unico o ospedale nuovo?

SAN DONA’. Sarà l’argomento principe sul tappeto nella prossima campagna elettorale a San Donà, coinvolgendo tutto il Veneto Orientale. Prende consistenza l’idea di ritornare al dibattito sulla necessità di una grande struttura sanitaria per il Veneto Orientale. San Donà è divisa in merito e il vice sindaco Luigi Trevisiol ha manifestato la propensione a riprendere il dibattito.

E’ arrivato però il no del sindaco Cereser. “Proporre progetti, soluzioni alternative, e innovazioni è parte nobile dell’arte politica, tuttavia occorre ragionare su ciò che è veramente praticabile, e quindi fattibile, per il territorio”, spiega il sindaco, “trovo irresponsabile un nuovo rilancio sul tema dell’ospedale unico, questione che è stata archiviata definitivamente dal presidente della nostra Regione, Luca Zaia, proprio a San Donà durante l’inaugurazione della fiera campionaria”.

“Pensavo che fosse stata fatta chiarezza su un argomento utilizzato per anni sulla pelle dei cittadini. Mi sbagliavo, perché prevale nuovamente la ricerca di visibilità e consenso”, aggiunge il primo cittadino di fatto criticando il suo vice sindaco, “oltre a produrre nuove e stravaganti idee sulla sede, chi rilancia il tema indichi dove reperire i fondi. Su questa base sono disposto a impegnarmi. Nel frattempo, il mio ruolo di sindaco per il territorio sta nel fare tutto il possibile per rafforzare le strutture sul territorio, a garanzia della salute dei cittadini, lavorando in rete perché siano reperite risorse finanziarie adeguate rispetto ai fabbisogni: lo dimostra il recente stanziamento di 1,5 milioni a favore delle persone non autosufficienti”. Il vice governatore del Veneto, Gianluca Forcolin, e il consigliere regionale Francesco Calzavara affronteranno questo tema di una nuova struttura che potrebbe vedere la luce nella vasta area tra Caposile, Musile e Passarella. Non si parlerebbe più di ospedale unico, ma di ospedale nuovo. Concetto diverso, anche se simile nella sostanza.

Non più un ospedale unico nel Veneto Orientale, ma un ospedale nuovo che fonderebbe Jesolo e San Donà. Resterebbe al lido un pronto soccorso moderno e di eccellenza, quindi un polo riabilitativo. La casa di cura Rizzola verrebbe coinvolta in questo ospedale “nuovo”. A Portogruaro rimarrebbe un presidio a difesa dei confini con il Friuli. C’è poi l’ex vice sindaco di San Donà, Oliviero Leo, che spinge per un vero ospedale unico tra San Donà e Ceggia perché sia baricentrico. Una cosa è certa: il dibattito è iniziato e l’idea di una grande struttura sanitaria di riferimento per il territorio è tutt’altro che archiviata.

Giovanni Cagnassi