Selfie mortali: sfida di gruppo

Cosa può spingere un adolescente, da solo o in gruppo, a cercare di fotografarsi sui binari, con in arrivo un treno in corsa? Eppure questa sembra essere una delle ultime mode tra i giovanissimi, una moda che ha già fatto delle vittime. Proprio questa settimana si è sfiorata un’altra tragedia, quando tre ragazzi sono stati allontanati dalle rotaie da un agricoltore, a sassate.

Una cosa interessante è che l’agricoltore stesso, che assurge al ruolo di custode e applicatore di un sano buon senso, è stato anche pesantemente insultato dai tre mentre fuggivano, giustamente intimoriti da tanta dimostrazione di agreste vitalità. Troppo facile derubricare la questione con l’esuberanza della gioventù, e ripetere che tutti abbiamo fatto qualche stupidaggine a quell’età.

I casi sono troppi, e questo tipo di stupidaggini sono troppo rischiose perché chi le compie non si renda conto del pericolo a cui si espone. Bisogna probabilmente ricercare in profondità le ragioni di questi comportamenti nella solitudine della nostra epoca, in cui i più giovani non trovano un supporto concreto dai gruppi sociali tradizionali. Viviamo in un periodo in cui i simboli dell’autorità non vengono nemmeno considerati: negli anni settanta, ad esempio, si combatteva un “potere costituito”, le figure genitoriali venivano messe in discussione, tutto doveva essere cambiato.

Ma quei simboli esistevano, potevano essere contestati in quanto riconosciuti. Oggi sembra non esistere nemmeno l’interesse nei confronti dei ruoli precostituiti, colpevoli anche le famiglie sempre più assenti – anche loro schiacciate da una situazione sociale ed economica estremamente difficile e che richiede sacrifici – o, quando presenti, spesso tolleranti nei confronti di comportamenti sempre più devianti rispetto a quanto richiesto dalle norme sociali. Di contro, si creano nuove comunità virtuali, nelle quali il controllo dei contenuti, dei comportamenti, delle proposte è estremamente difficile.

In questi gruppi, tendenze normali dell’età evolutiva – che nei contesti social tradizionali vengono moderate dall’interazione con persone adulte – vengono estremizzate dall’effetto gruppo e dall’assenza di filtri. Il passaggio dal virtuale al reale, al mettere in pratica quanto detto online, anche per poterlo riportare nel gruppo virtuale tramite una foto, è estremamente veloce, e difficilmente bloccabile a valle.

È necessario dunque, oltre alla dovuta sorveglianza e vicinanza ai giovani, che tutte le figure educative, genitori, scuole, istituzioni, riescano ad essere più attraenti fin dall’inizio, prima che il fascino di gruppi sempre più estremi renda molto difficile ristabilire una serie di valori civili di convivenza.

Alessandro De Carlo