Sergio Giordani deposita la sua Dat in Comune

E' il primo tra i politici del Nordest. La sua storia, dall'ictus alla vittoria elettorale: «Ma ognuno decida liberamente»

Il biotestamento del sindaco: «Non voglio accanimento». Sulla scelta ha influito anche il propria vissuto. L’ictus che lo ha colpito in piena campagna elettorale, il dramma di non riuscire a comunicare nei primi giorni dopo l’attacco ischemico, la frequentazione della clinica neurologica dell’Azienda ospedaliera. Una riflessione prettamente personale che però il sindaco Sergio Giordani ha voluto condividere con la città, forse per dare l’esempio oppure per essere più vicino alle difficoltà o ai drammi dei propri cittadini: «Sono ovviamente molto attaccato alla vita, al suo valore e all’affetto dei miei cari – è stata la premessa fatta ai cronisti – Ma sono anche contrario a forma di accanimento terapeutico quando la persona interessata esprime la volontà piena di non esservi sottoposto. È quello che chiederò anche per me».

Da due settimane infatti è entrata in vigore la nuova legge sul testamento biologico ed anche a Padova, nell’ufficio anagrafe in piazza dei Signori, è possibile consegnare la propria “Dat”, sigla che sta per disposizioni anticipate di trattamento. Finora i padovani che lo hanno fatto si contano sulle dita di due mani. Una cinquantina hanno chiesto informazione e per una quindicina di loro c’è già l’appuntamento fissato a giorni. Tra questi, appunto, anche il sindaco.Giordani è il primo sindaco nel Nordest (e forse in Italia, almeno tra le grandi città) a fare questo passo: «Rispetto le opinioni di tutti ma personalmente ho già chiesto tutta la documentazione e, dopo essermi confrontato con il mio medico di fiducia, depositerò anche il testamento biologico che mi riguarda – racconta – È giusto che vi sia massima informazione alla cittadinanza su questa possibilità, ognuno in coscienza deve poter decidere liberamente».

Nessuna preoccupazione di possibili “anatemi” da parte della Chiesa, anche perché persino Papa Francesco nel novembre scorso ha preso posizioni molto avanzate sul fine vita con la distinzione netta tra l’eutanasia e l’evitare accanimento terapeutico. «C’è interesse su questa possibilità – spiega l’assessore ai servizi demografici Francesca Benciolini – Prossimamente saranno organizzati alcuni incontri e convegni. L’importante è capire di cosa si tratta e poi fare liberamente la propria scelta. Va ricordato che è sempre revocabile o modificabile». Per depositare le proprie volontà è necessario prendere appuntamento negli uffici del servizio di Stato civile, in piazza dei Signori 23, al secondo piano, stanza n. 1/A (aperto dal lunedì al venerdì solo dalle 12.30 alle 13.30) oppure telefonare allo 049.8205703.

Giuliana Lucca