Tredicimila interventi chirurgici nel 2016: dati eccellenti per l’attività chirurgica dell’Ulls4

Bilancio positivo per il dipartimento diretto dal dottor Francesco Fidanza mentre si avvia ad una soluzione la questione del punto nascite

Oltre 13 mila interventi chirurgici nelle sale operatorie dell’Ulss 4, aumentati rispetto al 2015 nonostante la chiusura, quindi la mancanza, dell’attività chirurgica collegata all’ostetricia e ginecologia di Portogruaro: questo il dato essenziale che si riferisce all’attività del dipartimento attività chirurgica, diretto dal dottor Francesco Fidanza, relativamente al 2016. Un numero decisamente elevato, da grande azienda sanitaria, che pone il dipartimento su un livello di alta eccellenza, con risultati ampiamente in linea, se non addirittura superiori, a quelli indicati dalla direzione strategica dell’Ulss.

“Sono i frutti raccolti con l’organizzazione iniziata nel 2015 – sottolinea Fidanza – con grandi cambiamenti nel dipartimento chirurgico che hanno previsto in primo luogo la diversificazione delle patologie di chirurgia oncologica maggiore tra gli ospedali di San Donà e di Portogruaro, quindi il riassetto di ben 8 unità operative e lo sviluppo di nuove attività specialistiche come la chirurgia vascolare, la ripresa dell’attività specialistica di chirurgia ginecologica, il trasferimento di quasi tutta l’attività di otorinolaringoiatria all’ospedale di Portogruaro con un importante aumento di casistica operatoria”.

L’organizzazione dell’attività chirurgica con la concentrazione quella oncologica e digestiva a Portogruaro e quella senologica a San Donà di Piave ha prodotto, in generale, per tutto il dipartimento di chirurgia, un aumento importante di circa il 5% in tutti i blocchi operatori e più nel dettaglio degli interventi complessi, come allo stomaco (+20%) e chirurgia del retto (+40%) a Portogruaro, della chirurgia senologica (+15%) a San Donà.

All’ospedale di Portogruaro l’attività di otorinolaringoiatria è aumentata del 35% e altrettanto importante è l’aumento per l’ortopedia con un incremento di 266 interventi che equivalgono al 11% soprattutto nell’ambito della chirurgia protesica, la quale produce a sua volta un importante indice di attrazione da tutto il nord est Italia.

Altra attenzione particolare è stata rivolta all’utilizzo della sale operatorie specialmente a Portogruaro con 7 di esse utilizzate non solo al mattino ma anche pomeriggio sino a sera. A questo si sono affiancati investimenti in attrezzature sofisticate come l’impiego della laparoscopia tridimensionale, nuovi tavoli operatori, nuove risorse umane con personale infermieristico dedicato ma soprattutto con l’arrivo di 5 nuovi primari (area chirurgica): i dottori Antonio Zanon, Alessandro Abramo, Vincenzo Cara, Giorgio Santin e Michele Amenta.

“Per l’anno appena iniziato la previsione è aumentare ancor di più il corretto utilizzo delle sale operative di Portogruaro con la possibilità di avere tutti i giorni l’attività continuativa delle stesse sino a sera, in linea con gli obiettivi regionali – rileva Fidanza – e il conseguente piano investimenti è mirato ad aggiornare ancora la tecnologia delle sale operatorie”.

Più nello specifico, l’unita complessa di chirurgia vascolare istituita a febbraio 2016 con la direzione affidata al dottor Antonio Zanon, ha eseguito ad oggi oltre 170 interventi in gran parte riguardanti arteriopatie occlusive periferiche, ed è solo l’inizio. Per questa specialità stanno prendendo servizio 3 dirigenti medici di chirurgia vascolare e ciò permetterà in primo luogo di implementare l’attività chirurgica ma anche l’attivazione un servizio ambulatoriale di angiologia che ridurrà sensibilmente le liste d’attesa per gli esami con ecocolordoppler.

Novità anche riguardo il punto nascite di Portogruaro dove finalmente iniziano le assunzioni dopo non poche difficoltà superate nel reperire il personale necessario a garantire lo svolgimento del servizio in condizioni di massima sicurezza per mamme e neonati. La questione riguardante il punto nascite, peraltro, è stata oggetto di molteplici e animate prese di posizione in ambito portogruarese, ma dovrebbe avere ormai trovato una soluzione concreta, oltre che auspicata. Con il primo febbraio, infatti, prenderanno servizio due ginecologhe a tempo indeterminato, e contemporaneamente nella stessa data rientrerà un ginecologo dallo stato di aspettativa, ed è inoltre attesa l’arrivo in mobilità di un altro ginecologo non appena riceverà il nulla osta da parte dell’azienda sanitaria di appartenenza. Nessuno ginecologo ha invece accettato, ad oggi, la proposta di incarico a tempo determinato per la supplenza di medici in assenza prolungata.

Lucio Leonardelli