Un polo riabilitativo termale per Jesolo lido

L’idea è tornata a farsi spazio dopo che l’assessore all’urbanistica del Comune, Otello Bergamo, ne ha discusso in occasione dei 90 anni del nosocomio. Basterebbe inglobare l’area della croce rossa, adiacente e oggi adibita alla discussa accoglienza dei migranti.

L’ospedale ha una posizione strategica ed è a ridosso del fronte mare  così come un’altra importante struttura che è la Croce Rossa. “Sarebbe interessante pensare a un allargamento del Polo ospedaliero verso la Croce Rossa”, spiega l’ingegnere Bergamo, “in maniera tale da andare a creare un grande polo della salute fronte mare unico in Adriatico con una valenza sul recupero del da trauma, ma soprattutto la possibilità di centro termale convenzionato sullo stile delle terme di Bibione,   andando a sviluppare un grande polo medico e riabilitativo. Un vero “polo della salute” che abbia una funzione duplice: sia quella del recupero e riabilitazione, sia un centro termale e del relax collegato a quello dell’ospedale e dell’Usl. Sarebbe un binomio vincente.

“L’utilizzo attuale della Croce Rossa”, prosegue, “non ci appassiona; i profughi potrebbero andare in altre città per riconvertire la Croce Rossa a un investimento  per il territorio e per i nostri e cittadini. Progetto che potrebbe essere portato avanti dalla Regione del Veneto, cui chiediamo di intervenire e di  avviare uno studio di fattibilità. L’area della croce rossa ha 30.000 metri cubi di volumetria e tutti i terreni fronte mare ideale per un allargamento del Polo ospedaliero”.

Giovanni Cagnassi