Vaccini, 14mila alunni fuorilegge

Dei 21mila utenti, tra 0 e 16 anni, che all’entrata in vigore della legge erano completamente scoperti di vaccini, solo un terzo si è messo in regola. All’incirca 7mila hanno quindi risposto all’appello delle aziende sanitarie che, da luglio scorso, hanno iniziato un impegnativo lavoro per cercare di raggiungere tutte le famiglie inadempienti. Questo significa che in Veneto ci sono ancora circa 14mila ragazzini che non hanno alcuna copertura. Tra questi ci saranno sicuramente le famiglie che aspettano l’ultimo minuto, quelle che magari sono un po’ distratte, ma c’è anche lo zoccolo duro dei no-vax che non ha alcuna intenzione di sottoporre i propri figli a dieci vaccini, così come prevede la normativa introdotta dalle ministre per la Salute Beatrice Lorenzin e per l’Istruzione Valeria Fedeli.

La Regione Veneto è dotata di un’anagrafe vaccinale che permette di ricostruire in tempo reale quanto succede. Dei 21mila bambini che questa estate risultavano completamente scoperti, 8.800 sono nella fascia 0-6, quella maggiormente colpita dalla normativa. Si tratta dei piccoli che frequentano asili nido e scuole dell’infanzia dai quali verranno espulsi se, entro il 10 marzo, non si sottoporranno alle somministrazioni. Diversa è la situazione per gli alunni delle scuole dell’obbligo: a loro la frequenza dalle lezioni non sarà preclusa, ma i genitori verranno multati e gli studenti potrebbero essere spostati di classe se ci sono altri casi di non vaccinati. A questi si sommano poi i 50mila ragazzini veneti che hanno coperture parziali. Sul fronte friulano i numeri sono invece più contenuti, solo a Pordenone all’entrata in vigore della norma, erano 1.300 gli studenti fuori norma.

Grande lavoro per le aziende sanitarie che convocano a colloquio i genitori inadempienti. Un lavoro certosino per poi ottenere un riscontro positivo di uno su quattro. Quindi in Veneto e Friuli nessun assalto ai centri vaccinali e nemmeno code e liste d’attesa, come è successo in altre parti d’Italia. «Il lavoro che stiamo svolgendo, sull’ultimo residuo di persone che ancora non ha aderito alle vaccinazioni, è importante, ma anche problematico. Perché ormai i risultati che si ottengono sono su piccoli numeri» spiega Vittorio Selle, responsabile del Servizio Vaccinale dell’Ulss 3 Serenissima che si estende su buona parte del Veneziano. Qui la percentuale di vaccinati è attualmente alta, raggiunge il 95% a Chioggia, Mestre e Venezia e il 93,5% nel Miranese e in Riviera del Brenta, dove si concentra una piccola comunità no-vax. «Dei 6mila ragazzi non in regola nel territorio della nostra Ulss – spiega Selle – mediamente il 20-25% si è messo in pari con l’obbligo». Da ottobre a febbraio l’Ulss 3 si è concentrata sulla fascia 0-6, quella dei bimbi che a marzo rischiano l’espulsione dagli asili. Da marzo a giugno si dedicherà agli over 6. «Temiamo ci possa essere l’assalto degli ultimi giorni, mandando in overbooking i servizi già programmati» conclude Sella.

C.C.