"Si dice che ..."

… il parere degli altri conta

Avevo mal di schiena. Mia figlia di tre anni dormiva accanto a me sul divano e mi sono imbattuta in Brené Brown, curiosando su Netflix.

Brené Brown è una ricercatrice che, da anni, studia il coraggio, la vulnerabilità, la vergogna e altro ancora. Era sconosciuta ai più fino a quando non ha parlato per venti minuti a un TED. Da lì in poi ha toccato con mano tutto ciò che aveva studiato per anni, su cui si era preparata e che, ha capito, non essere veramente pronta ad affrontare.

Ha iniziato a leggere i commenti al suo video pubblicato su YouTube e ha provato quel tipo di vergogna che, nessuno mai, vorrebbe sperimentare nella propria vita. Ma, per quanto si possa studiare, nulla fa comprendere le cose come quel sapere (qualcuno lo definisce il “quarto sapere”) che deriva dall’esperienza realmente vissuta.

Quarto sapere

Dalla sua posizione, avrebbe potuto dire che i commenti di qualche (tanti) leone da tastiera non rientravano nella sua sfera di interesse e ci ha provato. Ma non è andata così. La Brown dice afferma che siamo neurologicamente programmati per vivere con gli altri e quello che gli altri dicono ci interessa, proprio per questo motivo. Il parere degli altri, per noi, conta.

Solo che (perché c’è sempre un “solo che”) dobbiamo prestare attenzione a “chi-dice-cosa-su-di-noi”. Non tutte le opinioni devono avere rilevanza e non dobbiamo dare a tutti il “potere” di ferirci. Conta il parere di chi ci conosce davvero ed è disposto a dirci quando sbagliamo e perché, in modo sincero. Sono quelle persone che ci stanno vicino anche quando combiniamo un guaio e lo dicono apertamente, senza accusare e senza accusarci di essere “brutte” persone. Abbiamo combinato un guaio e dobbiamo riparare.

Spazzatura emotiva

Molto spesso le persone riversano sugli altri la propria “immondizia emotiva”. Non sanno come gestire le loro situazioni critiche e scaricano su altri ciò che dovrebbero sistemare per sé. Non è che si può far finta di non aver ricevuto un sacchetto di immondizia emotiva altrui. Quello che si può fare è dire che quella spazzatura non è la propria. Prendere quel sacchetto e lasciarlo andare. Per essere ecologista dovrei dire che deve essere riposto in un apposito cassonetto ma non mi risulta esistano bidoni per la “spazzatura emotiva di altri” …

Le persone non hanno diritto di ferirci. Non conta l’opinione di tutte le persone. Conta l’opinione delle persone che sono importanti per noi, quelle che conoscono i nostri piccoli segreti e sanno cosa dirci, nel bene e nel male, perché conoscono il nostro valore.

di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.www.78srl.it/78pagine

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