"Si dice che ..."

… si erra cercando la via

“Alessandra devi leggere questo libro! È fatto per te … ha anche la copertina storta …” mi ha detto un amico, porgendomi Che sbaglio! di Erik Kessels.

Che sbaglio! è un libro che parla di errori, di come si erra, raccontando una serie di aneddoti e riportando foto che documentano sbagli, anche piuttosto grossolani, che hanno portato a qualcosa di buono. La copertina stessa rappresenta uno sbaglio in ambito editoriale: la copertina si trova in quarta e la quarta in copertina.

Tutti sbagliamo anche se non vogliamo sbagliare. Comunque sia, incappiamo in qualche errore e qualche fallimento qua e là. Il buon senso dice che il fallimento non è una cosa positiva. Può essere rappresentato da un vero e proprio disastro, una cantonata, un errore di valutazione o qualcosa che non è andato per il verso giusto. Quando si commette un errore, spesso, ci si sente nei guai. A volte, però, dall’errore stesso può nascere qualcosa di positivo. E, ad ogni buon conto, tutti noi sbagliamo …

Il mondo pullula di gente piena di sé …

Il mondo pullula di gente piena di sé, che si prende troppo sul serio e si dà troppa importanza. Eppure, nonostante questo surplus di persone ultra sicure, ci sarà sempre qualcuno che vi consiglierà di mostrare più sicurezza e di ostentare una folle determinazione per surclassare e vostri colleghi, scrive Kessels.

Un ego smisurato, però, rischia di far cadere nella pigrizia e, nell’essere auto celebrativi, anche poco creativi. La genialità e la creatività passano per momenti di ozio, non di pigrizia. La genialità vive nell’errore e non di soli successi. Perché, per avere successo, bisogna provare e nel provare si commettono, inevitabilmente, degli errori. Quegli errori che possono far sentire dei falliti e persone sbagliate. Ci si associa, erroneamente, con l’errore, quando, invece, esso fa parte del processo creativo e, prima ancora, dell’apprendimento.

L’errore espone al giudizio degli altri

L’errore espone la persona al giudizio di altri e, magari, qualcuno metterà il dito nella piaga che l’errore commesso ha prodotto. Si può aggiunge all’errore la gogna sociale. Noi siamo esseri sociali e, per quanto diciamo che non ci interessa il giudizio degli altri, siamo “programmati” per cercare di piacere …

Siate sfacciati e fregatevene di ciò che pensano gli altri. È rischioso, sempre. A tutti piace far parte della massa, essere conformi agli altri. Non possiamo farci niente, vogliamo piacere al prossimo. E le idee originali non diventano subito popolari. Vengono messe in discussione, indagate, messe alla prova e smontate. Ma se sono buone idee, sopravvivranno. Abbiate il coraggio di non piacere. Potrebbe persino piacervi.

Questo è quello che scrive Kessels. Il cercare di non sbagliare, piacere agli altri, omologare, conformarsi, integrarsi rischia di limitare la genialità del pensiero. La creatività richiede coraggio, così come l’innovazione può portare con sé il fallimento. Alcuni sbagli sono giudicati da altri come tali. Chi commette ciò che altri giudicano come sbaglio spesso sa (e non sa ancora perché) che non si tratta di sbaglio, ma di altro. A volte si erra cercando la via. A volte, si erra percorrendo la giusta via …

di Alessandra Marconato, Direttore Responsabile di 78PAGINE.www.78srl.it/78pagine

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