Ladri di Carrozzelle in concerto a Treviso

La disabilità? Tutta un’altra musica quando le abilità hanno la meglio sul limite. E in fatto di inclusione sociale – ancor prima che di successo musicale e di indiscusso talento artistico – la rock band “Ladri di carrozzelle” dal 1989 fa scuola in giro per l’Italia. Ecco perché il Comune di Treviso, insieme alla Provincia e all’Ulss 2 e in collaborazione con ben 16 associazioni e cooperative che si occupano di disabilità attive in tutta la Marca hanno voluto la rock band per la prima volta in concerto a Treviso, giovedì 20 Aprile alle 20.45 al teatro Eden. Li abbiamo visti lo scorso 11 febbraio al loro debutto sul palco di Sanremo aprire la serata finale del festival con il brano “Stravedo per la vita”. Ospiti d’onore per la prima volta all’Ariston sotto i riflettori riservati alle star. Ma ci sono voluti più di 25 anni per farcela. E così il successo del gruppo musicale è diventato prima di tutto una battaglia di civiltà vinta. Perché quando creatività, fantasia, forza di volontà e passione decidono di stringere la mano alla disabilità riescono a veicolare un messaggio forte. Con la musica in grado di trasformare anche la fragilità in talento artistico e bellezza.

“Siamo molto felici di poter ospitare a Treviso i ladri di carrozzelle, in modo particolare per l’importante messaggio di ‘normalita’ nella diversità che riescono a dare – dichiara il vicesindaco e assessore alla coesione sociale del Comune di Treviso Roberto Grigoletto – riteniamo importante che questo messaggio arrivi anche ai nostri cittadini. Sono molte le situazioni che i servizi sociali del nostro comune seguono. Credo che la forza e la vivacità di questo gruppo rappresentino due elementi fondamentali nell’ancora lungo percorso di inclusione attiva delle persone diversamente abili”.
I “Ladri di carrozzelle” nascono all’interno della Cooperativa Arcobaleno di Frascati. La band si forma nell’estate del 1989 al rientro da una vacanza trascorsa in un villaggio turistico per ragazzi con disabilità. Uniti dalla forte passione per la musica rock tornati a Roma decidono di dare vita al gruppo musicale. Fin dall’inizio la formazione della band presenta alcune particolarità: quasi tutti i fondatori sono persone con disabilità, in alcuni casi affetti da malattie progressive. Ma ciò non rappresenta per i musicisti ostacolo. Decidono di realizzare il loro sogno: diventare una rock band. Nel corso degli anni la formazione cambia a causa dell’aggravarsi delle patologie dei fondatori e si arricchisce così di nuovi “Ladri”. Con la stessa bravura, tenacia e talento musicale dei pionieri della band. Oggi sono una quindicina i componenti del gruppo che normalmente gira l’Italia per i concerti nelle scuole, teatri e piazze. Esistono diverse formazioni che scendono in campo a seconda dell’impegno richiesto. L’attività principale della rock band resta quella concertistica ma si arricchisce di attività artistiche collaterali. L’obiettivo è a senso unico: dare voce ad una immagine nuova e insolita delle diverse abilità attraverso la musica.
Oggi il progetto dei “Ladri di carrozzelle è diventato un’attività laboratoriale della Cooperativa Arcobaleno di Frascati e coinvolge una trentina di ragazzi con disabilità. Tra questi alcuni hanno raggiunto livelli adeguati per suonare all’interno della band. In crescita anche il numero di volontari che li accompagnano e li assistono nelle necessità. Obiettivo dei “Ladri” è costruire il loro “Dopo di noi” per far conoscere e dare applicazione alla Legge 112 del 2016 che interessa milioni di famiglie nel nostro Paese a tutela dei più deboli dopo la morte dei genitori e familiari. Il sogno ora è realizzare una casa famiglia dove vivere e lavorare insieme, fornendo indicazioni utili attraverso il loro esempio, la passione per la musica e l’unicità della loro storia. Primo grande fan dei Ladri di Carrozzelle in Italia è il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che anche l’anno scorso, a Castelporziano, ha festeggiato la fine dell’estate partecipando al concerto del gruppo rock capace attraverso le emozioni di abbattere i muri dei pregiudizi. Con questa frase il Presidente ha ricordato la necessità del superamento dei luoghi comuni in fatto di disabilità: “Le barriere sono soprattutto quelle della mente”.

Matteo Venturini