Nuovo spazio culturale a San Donà

Era uno spazio industriale e oggi è stato recuperato e convertito in un frizzante spazio culturale. A San Donà è nato “Zenit”, inaugurato con un evento a tema, una cena-teatro che ha raccolto il consenso dei tanti invitati giunti al primo appuntamento.

Alla “prima”, oltre 600 persone nella zona artigianale della città in un luogo che si presenta come un nuovo contenitore dedicato allo spettacolo e intrattenimento. Incubatrice di talenti e punto di riferimento per i giovani e per chi vuole stimolare idee e cultura. Sede in Via Maestri del Lavoro, 42 a San Donà, storica zona artigianale della città.

Questa era un’azienda che produceva pizze surgelate, oggi trasferitasi nella nuova zona artigianale verso Noventa. Un imprenditore sandonatese ha pensato di recuperare questo spazio dedicandolo ai giovani e altri potenziali fruitori.

Nasce da un’idea dell’imprenditore Tiziano Zanuto, il titolare, che ha pensato a qualcosa di controcorrente, apprezzato anche da sindaco Andrea Cereser e dall’assessore alla cultura Chiara Polita, già al lavoro per la futura Cantina dei Talenti nella ex cantina sociale alla porta nord della città. L’idea dello Zenit è nata quasi per caso tra un gruppo di amici di Zanuto.

Vi saranno organizzati spettacoli, teatro musica, e sarà aperto un bar in collaborazione con l’Associazione Culturale Teatro delle Arance di Giovanna Digito e altre realtà territoriali. L’obiettivo è trovare un punto di incontro tra impresa, intrattenimento e spettacolo.

I primi passi sono già stati compiuti con una cena-teatro e volenterosi e brillanti “camerieri-attori”, un divertente spettacolo di Mirko Artuso, attore e regista di progetti teatrali e performance multimediali, gustando al contempo dei deliziosi piatti. Il sabato successivo, il sipario si è alzato su un nuovo appuntamento aperto a tutti, con un concerto live in omaggio ai Beatles. Tiziano Zanuto si è emozionato nel ricordare l’inizio della sua avventura imprenditoriale proprio in questo edificio che ora, grazie ai suoi diretti collaboratori Stefania Florian e Sandro Barbini e a tutta la sua famiglia, muta in un sogno imprenditoriale completamente diverso che si concretizza paradossalmente in qualcosa di immateriale che ha un valore enorme per la cultura della comunità.

G.C.