Presepe ad Arino: ‘qual è il sogno di Dio?’

DOLO. Come ogni anno il ‘Gruppo Presepe’ di Arino fa dono alla comunità di una rappresentazione della Natività tutta personale, fornendo nuova prova della propria creatività per il tradizionale presepio artistico semovente.

Due anni fa per la 21^ edizione i volontari dell’Associazione Noi e della comunità avevano ambientato vita e mestieri della vita quotidiana all’interno di una ricostruita villa Fini-Piva, per ricordare il drammatico evento del tornado dell’8 luglio 2015 che l’ha quasi completamente distrutta.

Singolare anche la rappresentazione di quest’anno, la quale nuovamente vuole ricordare un altro evento naturale distruttivo: il terremoto che ha colpito il centro italia l’anno scorso, distruggendo il ‘cuore’ della città di Norcia, patria di S. Benedetto. Un ‘non-luogo’: una realtà distrutta.

Chi visita il Presepe è investito dai colori, dalle raffinate costruzioni, dai particolari accurati, dagli effetti, dalle riproduzioni di arti e mestieri. È ridestato alla visione di un Dono che viene dell’Alto, ma che si colloca dentro la Terra per ridarle forza e speranza, come racconta il parroco, l’arciprete don Sergio D’Adam: “Il suo sguardo si posa sulla Natività, sulla esemplarità di Maria e di Giuseppe, sul Bambino Gesù.  Ne viene un invito a tessere relazioni, a saper metter mano a una ricostruzione delle cose, come delle case, ma soprattutto dei cuori e delle vite spezzate dalle devastazioni vissute. Ecco che si compie ancora il ‘sogno di Dio’: dare la Vita all’umanità”.

Il presepio sarà come da tradizione aperto per le visite a partire dalla notte della vigilia di Natale fino a circa la fine del mese di gennaio, con orari che verranno affissi al di fuori del centro comunitario di Arino.

Sara Zanferrari