Addio roaming. L’UE si accorda sulle tariffe

Cade l’ultimo ostacolo verso l’azzeramento dei sovraccosti del roaming: con l’intesa raggiunta sulle tariffe all’ingrosso, ci sono ora tutti i tasselli per partire a metà giugno.

Il passo finale è stato fatto per la grande gioia dei consumatori e degli eurodeputati, mentre gli operatori tlc, non sono riusciti a esprimere una posizione comune. Dopo una notte di negoziati e l’appello a mantenere la promessa fatta ai cittadini europei, Consiglio e Parlamento sono riusciti a trovare un accordo sulle tariffe che gli operatori devono applicarsi tra loro per il traffico dati in roaming.

Tra le tariffe più elevate proposte dalla Commissione e dal Consiglio e quelle più “stracciate” chieste dall’Europarlamento, il compromesso è arrivato molto più vicino alle posizioni di quest’ultimo, con un tetto a scendere dai 7,7 euro per gigabyte nel 2017 sino ai 2,5 nel 2022.

Un taglio del 90% dei costi attuali, con un prezzo di 50 euro a gigabyte. Il compromesso, spiegano a Bruxelles, ha cercato di tenere conto della variegata situazione degli operatori europei, con dimensioni e dinamiche molto diverse tra i Paesi del Nord, con offerte vantaggiose e il maggior numero di viaggiatori all’estero come Svezia, Finlandia o i Baltici, e quelli del Sud come Italia, Spagna o Grecia, con mercati nazionali più grandi e un alto numero di turisti.

Contro l’intesa raggiunta gli operatori virtuali che temono non rientreranno dei costi imponendoli sui consumatori con un aumento delle tariffe. Per Bruxelles, però, il taglio dei costi attuali serve proprio per tenere conto di queste esigenze, e in ogni caso è prevista una clausola di revisione ogni 2 anni. Il Codacons ha ricordato che finora i sovraccosti sono stati di 8,5 miliardi di euro per le tasche dei cittadini.

(A.V.)