Al via la collaborazione tra Team digitale, Palazzo Chigi e 7 città

Piacentini: “Così iniziamo un confronto con le amministrazioni locali fondamentale per la realizzazione del sistema operativo del Paese”

Si è svolto da poco a Palazzo Chigi un primo incontro tra il Team per la Trasformazione Digitale, Agenzia per l’Italia Digitale (AgID), e i comuni di Bari (Angelo Tomasicchio, Assessore all’Innovazione), Firenze (Gianluca Vannuccini, Dirigente Servizio Sviluppo Infrastrutture Tecnologiche), Milano (Roberta Cocco, Assessore alla Trasformazione Digitale), Palermo (Gianfranco Rizzo, Assessore all’Innovazione Tecnologica), Roma (Flavia Marzano, Assessore Roma Semplice), Torino (Paola Pisano, Assessore all’Innovazione), Venezia (Alessandra Poggiani, Direttore Generale Venis Spa, Venezia Informatica e Sistemi) e una loro delegazione di dirigenti ed esperti. 

L’obiettivo dell’incontro di oggi è «quello di iniziare un’attività di coordinamento esecutivo su alcuni progetti che sono tra i componenti fondamentali del sistema operativo del Paese e che renderanno i servizi pubblici per i cittadini accessibili nel modo più semplice possibile, tramite dispositivi mobili (approccio «mobile first»), con architetture sicure, scalabili, altamente affidabili e basate su interfacce applicative (API) chiaramente definite».

«Attraverso l’incontro di oggi iniziamo un confronto con le amministrazioni locali fondamentale per la realizzazione del sistema operativo del Paese, – afferma Diego Piacentini, Commissario straordinario per l’attuazione dell’Agendastrordinaria digitale – La missione di sviluppare servizi pubblici digitali necessita, infatti, di un processo collaborativo tra il Team per la Trasformazione Digitale e le amministrazioni locali, fornendo suggerimenti e mettendo a fattor comune quanto realizzato sino ad oggi. Le amministrazioni locali giocheranno, infatti, un ruolo decisivo sul territorio, dando impulso all’esecuzione delle innovazioni esistenti e future in maniera integrata con una metodologia agile e un approccio open data».

Gian Nicola Pittalis