“Cammino di Sant’Antonio”, 25 km a piedi di notte sulle orme del Santo 

CAMPOSAMPIERO.  Tra sabato 26 e domenica 27 maggio attesi oltre 1300 pellegrini che ripercorreranno l’ultimo viaggio di frate Antonio da Camposampiero a Padova.

C’è grande attesa per il Cammino di Sant’Antonio, il pellegrinaggio di 25 chilometri a piedi dei giovani in notturna che, come tradizione dà il là alla Tredicina e al Giugno Antoniano. Il ritrovo è sabato 26 maggio alle 21 al Santuario del Noce di Camposampiero per partire alla volta di Padova, toccando in città prima il Santuario francescano dell’Arcella, alle 6, e terminando in Basilica del Santo, dove alle 9 di domenica 27 maggio sarà celebrata la messa solenne. A presiedere la celebrazione il ministro provinciale dei conventuali padre Giovanni Voltan, anch’egli in cammino con i pellegrini durante la notte.

Il tracciato pedonale ricalca l’ultimo viaggio terreno del Santo senza nome che nel 1231, sentendosi ormai prossimo alla morte, si fece condurre su di un carro trainato da buoi da Camposampiero all’amato convento padovano. Oltre 700 le iscrizioni già ricevute tramite il sito ufficiale dei frati francescani conventuali di Camposampiero, che prevedono di bissare, alla volta di sabato, gli iscritti degli anni precedenti, circa 1300, provenienti da mezza Italia, con adesioni anche dall’estero.

Informazioni e iscrizioni obbligatorie on line su www.ilcamminodisantantonio.org.

Si cammina per lo più su strade sterrate di campagna e argini, quelli del Muson, fino a Pontevigodarzere, toccando l’asfalto solo per qualche attraversamento. Richiede fede (è un pellegrinaggio, non un’escursione), buona salute, un minimo di allenamento alla camminata lunga, scarpe, abbigliamento e attrezzature idonee (dal k-way alla torcia elettrica). Sono in particolare i giovani a intraprenderlo, come dimostra l’archivio del convento di Camposampiero, dove i partecipanti richiedono le Credenziali, un documento sul quale verranno apposti i timbri delle tappe intermedie lungo il percorso. Giunti al Santo, i pellegrini possono chiedere in sacrestia l’Antoniana, l’attestato con la benedizione in latino che sancisce ufficialmente il compimento del pellegrinaggio.
E ad attendere il lungo corteo di pellegrini nella notte saranno anche le comunità lungo gli argini, che siano istituzionalizzate o meno.

Quest’anno la 1° tappa, dopo una quarantina di minuti, sarà al capitello della Madonna tra San Michele delle Badesse e Camposampiero. Una quindicina di famiglie accoglieranno i pellegrini con il primo timbro, un libro-firme e la loro storia. Durante la Prima Guerra mondiale, infatti, gli antenati di quei residenti affidarono i figli in partenza per il fronte a quell’immagine sbiadita della Vergine Maria appesa a un albero e quei figli tornarono tutti sani e salvi. Nel tempo, come ringraziamento, la comunità costruì il capitello in muratura che oggi si vede.

La 2° tappa verso le 2.00 di notte sarà alla Chiesa di San Martino di Campodarsego, con un punto ristoro offerto dalla parrocchia.

La 3° tappa sull’argine del Muson all’altezza di Pontevigodarzere, nel campo di Mafalda: è stata lei che ha chiamato i frati per mettere a disposizione il campo per il riposo dei pellegrini in ricordo del marito defunto Silvano.
«È bello vedere questa accoglienza spontanea da parte dei residenti lungo il nostro camminare sulle orme di sant’Antonio. È un segno che ci riempie il cuore di speranza. In fondo il pellegrinaggio in notturna simboleggia il nostro cammino interiore dalle tenebre alla luce, dalla superficialità alla profondità, dall’indifferenza alla solidarietà, dall’egoismo al servizio – precisa padre Alberto Tortelli, uno dei frati che ogni anno accompagna i pellegrini durante il percorso – Quest’anno avremo uno sguardo più lungo del solito, pensando al progetto, portato avanti dall’associazione “Il Cammino di Sant’Antonio”, di estendere il Cammino fino a Milazzo, via Assisi, entro il 2021, 8° centenario dell’arrivo di Antonio in Italia».

Sara Zanferrari