Facebook, ‘operazione sicurezza’

7500 persone contro suicidi in diretta e fake news

La comunità l’ha creata: ora deve dimostrare di saperla gestire. Facebook ha annunciato che assumerà 3 mila persone al suo team – oltre alle 4.500 già presenti – per “valutare le milioni di segnalazioni che riceviamo ogni settimana e per migliorare e accelerare il processo”. Al centro, i contenuti d’odio, le proliferanti fake news (che saranno declassate nel News Feed) e i video dei suicidi in diretta, come quello recente di un uomo dell’Alabama negli Stati Uniti oppure l’omicidio-suicido di un uomo thailanese e della sua piccola figlia di undici mesi.

Una posizione necessaria da parte del gigante, che ora include, ogni giorno, 1,28 miliardi di utenti, il 18% in più rispetto allo stesso periodo del 2016; 1,94 miliardi se consideriamo quelli attivi almeno una volta al mese (+ 17%). Un numero incredibile di persone, i cui contenuti, spesso tutt’altro che condivisibili, talvolta sfuggono al controllo di Facebook, diventano virali e, pur contenendo immagini cruente oppure informazioni false, restano disponibili per ore o per giorni. E nel frattempo hanno girato il mondo, che su internet è un tragitto di pochissimi clic.

In merito alle fake news, durante la riunione con gli azionisti per annunciare i risultati del trimestre gennaio-marzo, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha spiegato: “Per aiutare a costruire una comunità più informata, abbiamo fatto alcuni cambiamenti alla classificazione del nostro News Feed per ridurre le motivazioni finanziarie della diffusione delle bufale. Stiamo lavorando con fact checker indipendenti per fare alle persone più dettagli riguardo alla validità di un articolo. Abbiamo lanciato uno strumento educativo in cima al News Feed in 14 Paesi per aiutare le persone a scovare le notizie false. E stiamo iniziando a testare gli Articoli Correlati che appaiono prima di leggere un articolo per fornire una prospettiva migliore e informazioni aggiuntive”.

Due compiti ardui ma essenziali considerato il ruolo che un social network – di cui Facebook è senza dubbio il più grande rappresentante – ha nella divulgazione e nella diffusione dei contenuti al giorno d’oggi. La lotta alle fake news coinvolge anche Google, che ha aggiornato i suoi algoritmi, e il co-fondatore di Wikipedia, Jimmy Wales.

Zuckerberg ha reiterato, invece, la volontà di sfruttare sia Messenger che WhatsApp come ponte fra gli utenti e le aziende. “La prima cosa che dobbiamo fare con Messenger e WhatsApp è fare in modo che tante aziende lo usino in modo organico e costruiscano un rapporto con gli utenti tale per cui questi possano raggiungere le aziende per vari motivi, come il supporto tecnico oppure per ottenere nuove informazioni, cose che potranno non rappresentare il grande giro d’affari ma sono un esempio di come che le persone potranno interagire non solo con i propri amici ma anche con le aziende. Per quanto riguarda la monetizzazione, una volta che abbiamo costruito questo rapporto, penso che ci saranno vari modi per arrivarci”.

Doppia sfida, insomma, per l’azienda. Da una parte stabilizzare i profitti e continuare a crescere, sebbene in misura minore, facendo meno leva sulle pubblicità; dall’altra, rafforzare la posizione di vigilante responsabile dei contenuti che la sua gigantesca comunità produce ogni giorno. In entrambi i casi, il risultato è tutt’altro che scontato.

A.C.M.