Famiglie in rete

E’ iniziata la settimana scorsa alla scuola scuola media Felissent di Treviso il primo dei tre incontri formativi, l’ultimo dei quali in programmazione per il 31 maggio, del progetto “Famiglie in rete”, avviato dal Comune di Treviso, in collaborazione con l’Uls n.2 nei quartieri di S.Antonino, S.Lazzaro, S.Zeno, S.Maria del Sile, S.Angelo, Canizzano.

FAMIGLIE in RETE nasce da un’idea di famiglia intesa come gruppo di persone in cui ci si prende cura di se stessi e dei propri cari, ma anche come luogo attraverso cui promuovere il benessere della comunità e delle famiglie che abitano in uno stesso territorio.
Il presupposto principale è riconoscere la centralità sociale della famiglia in quanto luogo di relazioni, affetti e cura riducendo le situazioni di vulnerabilità e i processi di isolamento familiare. In una stessa comunità sono presenti famiglie con una maggiore “densità” affettivo-relazionale e quindi maggiormente generative, e famiglie più fragili, più isolate con maggiore rischio alla marginalizzazione.

Il progetto ha fondamentalmente l’intento di promuovere sempre più nel nostro territorio reti di solidarietà tra famiglie (cioè molto semplicemente gruppi di famiglie) che possano operare, in sinergia con le Istituzioni favorendo la diffusione della cultura dell’accoglienza e delle solidarietà.

Undici i Comuni aderenti al progetto: Treviso, Preganziol, Casier, Zero Branco, Quinto, Povegliano, Carbonera, Spresiano, Silea, Salgareda, Paese. Circa 70 le persone presenti al primo incontro.

Gruppi di famiglie, con il supporto dell’Assistente Sociale del Comune e dell’Educatore Professionale dell’ Uls 2, sostengono altre famiglie con bambini che stanno vivendo un momento di difficoltà. L’accoglienza si può concretizzare ad esempio ospitando un bambino per alcune ore la settimana per aiutarlo nei compiti scolastici, per fargli sperimentare momenti ricreativi e socializzanti favorendo interazioni con altri bambini, per accompagnarlo ad attività extrascolastiche, ecc. Una sorta di “buon vicinato”.Le famiglie offrono la loro disponibilità consapevoli che l’accoglienza diventa occasione di scambio e di reciproco arricchimento.

La rete di Treviso è attualmente composta da 5 nuclei familiari, dall’assistente Sociale del Comune di Treviso e dall’educatore professionale dell’ Uls 2.

“L’esperienza si sta dimostrando molto positiva. I bambini frequentano molto volentieri le case delle famiglie accoglienti: si sentono parte della famiglia. Una caratteristica molto positiva della RETE di TREVISO e che diverse famiglie sono nuclei familiari numerosi (tre/quattro figli ciascuna). Questo crea un ambiente molto favorevole, divertente e stimolante per i bambini ospitati considerata la presenza di coetanei con cui interagire e condividere i momenti di gioco 2 – dichiara l’assessore al Sociale del Comune di Treviso, che ieri sera ha introdotto il primo dei tre incontri formativi. “Si rende necessario continuare l’opera di sensibilizzazione del territorio al fine di incrementare il numero di famiglie disponibili all’accoglienza; un lavoro da fare insieme a tutti i Comuni aderenti al progetto. Progetto che speriamo la Regione non intenda chiudere, vista la politica di tagli indiscriminati al sociale che Zaia sta facendo. In ogni caso il Comune di Treviso sta già pensando di lavorare a un piano B: un consorzio dei Comuni coinvolti nel progetto, con capofila Treviso: questa sorta di “affido” molto semplice è una risposta sociale ai bisogni più pratici ma spesso assolutamente necessari di molte famiglie, specialmente in difficoltà” – chiude Grigoletto.

Matteo Venturini