La FIAB punta sul turismo in Riviera

STRA. La FIAB Federazione Italiana Amici della bicicletta ci crede: crede nel turismo sostenibile in Riviera del Brenta e vuole promuoverlo. L’interesse per il territorio rivierasco era già emerso novembre scorso, durante le riunioni svoltesi nell’ambito della Conferenza Nazionale, volutamente organizzata a Stra. Tre giorni di seminari, convegni, workshop che hanno impegnato presidenti e coordinatori provenienti da tutta Italia, insieme allo staff nazionale e alla presidente Giulietta Pagliaccio, sui temi della mobilità ciclistica e dell’intermodalità bicicletta – barca.

In tale occasione l’ associazione locale StraBici FIAB si era spesa con molta determinazione per promuovere Stra e la Riviera tutta, presentando agli ospiti le opportunità offerte dal territorio, senza nasconderne le criticità.

E’ così che sull’onda dell’interesse suscitato, una ventina di associati hanno deciso di trascorrere una 4 giorni che ha coinvolto il Brenta ed il Sile, partendo da Castelfranco, per passare poi per Venezia, il Lido e la Riviera, utilizzando la mobilità pubblica treno + bici e preferendo le accoglienze sostenibili quali agriturismi e cooperative. L’ex presidente nazionale, Antonio Dalla Venezia, di Mestre, ora responsabile del programma Biciturismo Italia per la FIAB racconta come “dal 92 ad oggi abbiamo ottenuto molto in Veneto in tema di turismo ciclabile e sostenibilità. La sensibilità c’è, e anche la FIAB nazionale sta dimostrando interesse verso un territorio molto ricco, alternativa ideale al turismo delle grandi città d’arte. Il cicloturista vive il territorio, mangia, dorme e viaggia dando impulso all’economia locale”.

“Tuttavia – prosegue Dalla Venezia – servono ancora diversi interventi lungo gli itinerari, fondamentalmente per la messa in sicurezza delle vie. Una cosa che addolora è che molte famiglie rinunciano a venire in Riviera per il problema della sicurezza. Lo stallo di Mira ha ricevuto molte disdette in questo periodo dopo che gli utenti si sono resi conto che diversi punti dei percorsi non erano abbastanza sicuri per bambini e ragazzi”.

L’auspicio e la volontà di FIAB è di portare avanti assieme all’OGD e alla commissione cicloturistica dei 10 Comuni delle proposte tecniche da presentare per attingere a qualche bando nazionale od europeo, in modo da portare in sicurezza qualche pezzo di ciclabile in più.

Sara Zanferrari